27 settembre 2020
Aggiornato 19:30
Calcio

Gravina: «Sospensione ingaggi? la Juve è un modello»

Il Presidente FIGC: «La priorità è terminare i campionati di calcio entro l'estate». Zenga: «Stipendi? Col Cagliari clausola di buon senso». Gabbiadini scrive a Bergamo: «Troppo forte per essere sconfitta»

Gravina: «Sospensione ingaggi? la Juve è un modello»
Gravina: «Sospensione ingaggi? la Juve è un modello» ANSA

ROMA - «La priorità è terminare i campionati entro l'estate, senza compromettere la stagione 2020-21. Non possiamo permetterci un'estate piena di contenziosi sul profilo procedurale e legale». Sulla sospensione dell'ingaggio dei calciatori, la Juventus? «è un modello che indica un senso di responsabilità, di disponibilità da parte dei calciatori che credo sia un segnale importante in questo momento. Non chiediamo soldi allo Stato, ma la costituzione di un fondo salva calcio dove devono entrare risorse della Federazione e risorse che devono derivare dalle scommesse».

Gabriele Gravina, presidente della Figc, è stato ospite del programma «L'imprenditore e gli altri» condotto da Stefano Bandecchi, fondatore dell'Università Niccolò Cusano e Presidente della società delle scienze umane, su Radio Cusano Tv Italia. «La Serie C a tre gironi non va più bene - spiega - Bisogna tornare a un'eccellenza di Serie C di 20 squadre e poi 40 squadre in un'altra serie semi-professionistica. Per individuare le squadre che devono far parte di una C d'elite basta seguire la classifica, ci sono società che arrivano prima delle altre. Il presidente Ghirelli già conosce questa proposta ed è favorevole, ma dipende dalle società».

Zenga: «Stipendi? Col Cagliari clausola di buon senso»

«Io in isolamento? La situazione terribile la vive chi ha perso i propri cari o i medici e gli infermieri, che lavorano per noi». Il tecnico del Cagliari Walter Zenga stamattina è intervenuto ai microfoni di Radio Rai e ha detto la sua sul taglio agli stipendi dei giocatori e su una eventuale ripresa. Zenga si trova attualmente in isolamento in Sardegna (mentre la famiglia e i suoi bambini sono a Dubai). «Il reale problema è risolvere questo brutto momento - prosegue - La decisione dei giocatori della Juve di tagliarsi gli stipendi? Il 3 marzo io e il presidente Giulini abbiamo messo una clausola sul contratto, prevedendo una situazione del genere».

Poi il tecnico rossoblù ha parlato di possibile ripresa e di preparazione: «Se si dovesse giocare cambierà tutto, perché non ci sarà tempo per amichevoli e si dovranno disputare tante partite, 12 (il Cagliari 13 perché deve recuperare la gara con il Verona), in poco tempo. La metodologia muta. Sarà difficile ricominciare il 3 maggio, per quanto mi riguarda si può giocare anche d'estate, rinunciando alle vacanze. Ma questo non è basilare - conclude Zenga - l'importante ora è la salute delle persone, vedere i dati dei contagi in calo, questo è molto importante».

Zenga che ha bocciato l'ipotesi di bypassare la prossima stagione per avere il tempo di completare il torneo senza compromettere il lavoro della Nazionale: «Se dovremo giocare d'estate e con poco spazio tra un campionato e l'altro, chi se ne frega delle vacanze».

Gabbiadini scrive a Bergamo: «Troppo forte per essere sconfitta»

«Cara Bergamo, a dedicarti queste righe, mentre stai vivendo un momento terribile, è un bergamasco, per giunta di poche parole. Noi preferiamo i fatti, o piccoli gesti che valgono più di mille parole». Inizia così il messaggio che Manolo Gabbiadini, attaccante della Sampdoria, dedica ad una delle città più colpite dalla pandemia di coronavirus. «In queste settimane così strazianti, però, non riesco a non dedicarti il mio pensiero mentre guardo le scene più angoscianti che si possano immaginare. Colpi al cuore, che fanno male», si legge nel post su Instagram del giocatore, originario di Calcinate e ex Atalanta.

«Tu, Bergamo, sei troppo forte per essere sconfitta. Per piegarti, pensa, ci è voluto un nemico della peggior specie, mai visto prima, infido, subdolo, invisibile», prosegue. «Per piegarti, ma non per sconfiggerti. Io, Bergamo, da bergamasco che non dimentica le sue origini, ti mando il mio abbraccio e il mio incoraggiamento, esortandoti a rialzarti. Piu' forte di prima. Perché non ho dubbi - scrive il blucerchiato - che sarà così. Perché il tuo è un popolo di lavoratori, che lotta e suda in silenzio, che combatte le difficoltà con orgoglio, fierezza e dignità, senza lamentarsi. Con la profonda convinzione che tutto questo li ripagherà. Tu, Bergamo, continua a combattere. Mola mia, Berghem», conclude.