6 dicembre 2019
Aggiornato 23:30

Ibra sì, Ibra no: perchè i tifosi del Milan si dividono

Tiene ancora banco il possibile ritorno dello svedese a Milanello. Pareri contrastanti fra i sostenitori rossoneri

Zlatan Ibrahimovic: a gennaio tornerà ad essere un giocatore del Milan?
Zlatan Ibrahimovic: a gennaio tornerà ad essere un giocatore del Milan? ANSA

MILANO - L’ipotetico ritorno di Zlatan Ibrahimovic al Milan nel prossimo calciomercato di gennaio continua ad occupare le prime pagine di giornali, siti internet, blog e pagine Facebook dedicate al club rossonero, nonostante ufficialmente la società non abbia ancora manifestato un vero e proprio interesse verso il fuoriclasse svedese, prossimo a lasciare gli Stati Uniti per far ritorno in Europa e forse in Italia dove il suddetto Milan, il Bologna ed il Napoli se lo contendono, in barba ai suoi 38 anni suonati, in virtù di un fisico e di un carisma che farebbe comodo ancora a tanti nell’attuale serie A. Lo stesso Ibrahimovic, a dire il vero, pur nutrendo stima ed affetto immutato nei confronti della sua ex squadra, non si è ancora esposto circa un suo possibile nuovo approdo a Milanello.

Favorevoli

Eppure, nel popolo milanista tiene banco una diatriba fra chi vede di buon occhio il ritorno di Ibrahimovic a Milano e chi ne è invece meno convinto. La maggioranza, va detto, spinge per il sì: anagraficamente gli anni sono 38, ma lo svedese ha il fisico di un trentenne e la voglia di un ragazzino, è un campionissimo e fungerebbe da guida (tecnica e temperamentale) di un gruppo ancora giovane e inesperto.

Non sarebbe un problema dal punto di vista economico (arriverebbe a parametro zero e gli ottimi rapporti attuali fra il Milan e Mino Raiola aiuterebbero a raggiungere un accordo che accontenti tutti) e riaccenderebbe l’entusiasmo nella gente dopo anni di depressione e scoramento. E poi, con un contratto di 18 mesi, Ibrahimovic sarebbe in grado di ravvivare Piatek e svezzare Rafael Leao, diventando il leader ed il salvatore di uno spogliatoio allo sbando.

Contrari

Un plebiscito, dunque, o quasi, perché nelle accorate discussioni della tifoseria ci sono anche gli scettici, coloro i quali ringraziano Ibrahimovic per quanto dato in passato ma preferiscono guardare oltre. Perché? Perché lo svedese non ha fatto la differenza a Los Angeles dove non è stato capocannoniere e dove i Galaxy sono arrivati una volta settimi e un’altra quinti, segno che nemmeno lui può far miracoli, motivo per il quale difficilmente riuscirebbe a riportare il Milan fra le prime quattro.

E poi: da quanto Ibrahimovic non gioca una gara in Europa? Quasi tre stagioni, troppe forse per un calciatore di 38 anni, reduce da un grave infortunio (al Manchester United) e da oltre due anni in un campionato soporifero come quello americano. Infine: non è così realistico pensare al fuoriclasse scandinavo che si dimezza l’ingaggio solo per amore dei colori rossoneri; il Milan è costretto a contare pure i centesimi e si sobbarca uno stipendio da 5-6 milioni come quello di Ibrahimovic?

Conclusioni

A tirar le somme, la percentuale sul ritorno dello svedese a Milanello si attesta intorno all’80-20 a favore dei pareri positivi. Questo, probabilmente, perché il vuoto lasciato da Ibrahimovic nell’estate del 2012 non è stato mai colmato, perché l’impressione generale è di un giocatore ancora in grado di essere determinante in Italia (seppur non in ogni partita e non sempre per 90 minuti), ma soprattutto il faro dello spogliatoio, l’unico in grado di sobbarcarsi responsabilità ed incombenze dell’intero gruppo. E nell’attesa che la dirigenza milanista prenda posizione ed eventualmente faccia qualche mossa concreta, i tifosi dialogano, si confrontano e valutano un ritorno paventato ed ipotizzato da tanti, troppi anni. Se saranno nuovamente rose, in caso, rifioriranno.