6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31

Milan: le condizioni della proprietà per gennaio

In vista del calciomercato invernale, il fondo Elliott è disposto ad investire ma solo in determinati casi

Paul Singer, proprietario del Milan attraverso il suo fondo di investimento Elliott
Paul Singer, proprietario del Milan attraverso il suo fondo di investimento Elliott ANSA

MILANO - «Lavoriamo ogni giorno per riportare il Milan in alto». Parole e musica di Ivan Gazidis, amministratore delegato del club rossonero, forse il rappresentante societario più inviso agli occhi dei tifosi, poichè alle sue dichiarazioni non ha fatto finora seguito alcun fatto, anzi, le strategie politiche hanno al momento rallentato la crescita di un Milan che veleggia da anni nella mediocrità del centro classifica, lontano anni luce dai fasti di un tempo e da quella qualificazione alla Coppa dei Campioni che sarebbe ossigeno puro nelle casse milaniste.

Mercato

L'annata 2019-2020 è partita malissimo con l'esonero di Marco Giampaolo, l'arrivo di Stefano Pioli ed una classifica deficitaria che sta allontanando sempre più la compagine rossonera dalle posizioni che conducono in Europa. A gennaio, però, per la dirigenza ci sarà la possibilità di mettere una pezza alle falle di un organico costruito esclusivamente con elementi giovani che, logicamente, alle prime difficoltà sono andati in bambola, senza sapere a chi aggrapparsi per ritrovare tranquillità. Nel calciomercato invernale occorrerà reperire calciatori esperti, leader in grado di guidare un gruppo che rischia di finire costantemente allo sbando.

Limiti

Il fondo Elliott, pur con tutte le ristrettezze del caso legate al rispetto del Fair Play Finanziario, è disposto ad accontentare l'allenatore e ad ascoltare i consigli di Paolo Maldini, Zvonimir Boban e Frederic Massara, gestori dell'area tecnica milanista, anche perchè la proprietà capisce (quantomeno dovrebbe capire) che l'assenza di risultati sportivi non porterà mai alla crescita finanziaria del club. Eppure i manager americani, rappresentati anche da Gazidis, pongono dei vincoli per allargare i cordoni della borsa: punto primo, la squadra di Pioli dopo l'ultimo turno del 2019 dovrà essere in corsa per il quarto posto, dovendo quindi provare con gli attuali mezzi ad ottenere un filotto importante di risultati fra la fine di novembre e dicembre. La seconda riserva, poi, riguarda le già citate finanze: no a spese troppo onerose, chiunque venga scelto dal Milan dovrà accettare i paletti imposti dalla società.

Esperienza

Ciò nonostante, la proprietà dovrebbe acconsentire all'approdo in rossonero di 2-3 pedine mature e carismatiche (le stesse reclamate da Gattuso prima di rescindere il contratto lo scorso giugno) che indichino la strada ai più giovani compagni. Elliott sta faticosamente comprendendo quanto riportare il Milan a livelli anche medio alti sia difficile e pesante, motivo per il quale, se la squadra di Pioli recuperasse terreno nei prossimi due mesi in campionato, la linea verde sposata dal club nell'ultima estate potrebbe subire una deroga e lasciar spazio a rinforzi di spessore ed esperienza che riportino l'ex club più titolato al mondo ad essere protagonista in Italia ed un giorno, chissà, anche in Europa.