15 ottobre 2019
Aggiornato 13:00

Milan: ecco quanto è possibile un Gattuso-bis

I tifosi chiedono la testa di Giampaolo e il ritorno in panchina del tecnico calabrese. Ma ci sono realmente le condizioni affinché ciò accada?

Gennaro Gattuso ha allenato il Milan per un anno e mezzo, da novembre 2017 a maggio 2019
Gennaro Gattuso ha allenato il Milan per un anno e mezzo, da novembre 2017 a maggio 2019 ANSA

MILANO - Cresce a dismisura il toto-allenatore fra lo sgomento popolo rossonero dopo il disastro che Marco Giampaolo (con la complicità di proprietà e dirigenza, nonché dei calciatori) sta perpetrando da quando è stato disgraziatamente insignito dell’incarico di guida tecnica del Milan. Che non si trattasse di una buona scelta era chiaro ai più fin da subito, visto il curriculum e l’assenza di carisma del tecnico abruzzese, ma che la compagine milanista potesse infilare 4 sconfitte nelle prime 6 giornate di campionato (peggior partenza in serie A negli ultimi 80 anni) era francamente impronosticabile anche dal più pessimista dei tifosi. Oggi a Milanello riflettono, Giampaolo ha le ore contate e forse anche vincere sabato sera a Genova potrebbe non salvare la sua panchina, col gioco che latita e una reazione che tarda ad arrivare.

Figliol prodigo

E già spuntano i primi nomi per il possibile sostituto dell’ex allenatore della Sampdoria: i sogni (destinati con tutta probabilità a restare tali) sono Allegri e Spalletti, mentre le opzioni più percorribili portano ai nomi di Ranieri, Rudi Garcia e Pioli. E poi c’è lui, Gennaro Gattuso, proprio il predecessore di Marco Giampaolo, l’uomo che a giugno si è defilato dal Milan non credendo al progetto rossonero, anche dopo essere stato sfiduciato tanto dalla società quanto dal pubblico, tutti uniti nell’imputare al tecnico calabrese l’assenza di gioco e la mancata valorizzazione degli elementi della rosa, nonostante la sua squadra fosse arrivata ad 1 punto e a 10 minuti dalla qualificazione in Coppa dei Campioni.

Passo indietro

Fra i tifosi milanisti il nome di Gattuso è uno dei più gettonati, nonostante le feroci critiche del passato, uno dei preferiti per la sostituzione di Giampaolo. «Di gioco non ce n’è neanche quest’anno - accusano i sostenitori più accaniti - tanto vale riprendersi almeno la grinta del Milan gattusiano». La domanda, a questo punto, è lecita: ma Gattuso tornerebbe al Milan dopo l’addio della scorsa estate? Difficile, molto difficile. Come l’acqua e l’olio, questo Milan ed il tecnico calabrese finiranno sempre per staccarsi l’uno dall’altro, perché l’anno scorso società e dirigenza gli ascrivevano un gioco approssimativo e perché a giugno è stato lo stesso Gattuso a tirarsi fuori dal progetto milanista, non d’accordo con le linee guida del club e con la politica basata esclusivamente su calciatori giovani, sconsigliata dall’allenatore e dall’altro dimissionario Leonardo.

Percentuali

Complicato tornare oggi sui propri passi, tanto per il Milan quanto per Gattuso. Complicato, ad esempio, per Paolo Maldini ripresentare l’ex compagno di squadra come tecnico dopo aver pubblicamente asserito che la squadra della passata stagione giocava male e che con Giampaolo si voleva abbinare il bel gioco ai risultati. Complicato per Gattuso ripresentarsi a Milanello dopo aver bocciato idee e progetti della società, accomodandosi fuori dai cancelli dopo aver visto respinte le sue richieste di un organico con almeno tre elementi di certificata esperienza e non una banda di giovincelli di belle speranze. E se a ciò aggiungiamo anche che Gattuso ad oggi non è ancora tecnico affermato che assicuri al 100% di risollevare la squadra e condurla al quarto posto (come garantirebbero ad esempio Allegri o Spalletti), le possibilità di rivederlo sulla panchina rossonera appaiono quanto mai basse e ridotte al lumicino, se non addirittura inesistenti.