21 novembre 2019
Aggiornato 11:30

Milan-Giampaolo: il tempo a chi lo merita

Col Brescia i rossoneri sono apparsi ancora lontani dal gioco chiesto dal tecnico che continua a invocare pazienza: in quanti sono disposti a concederne ancora?

Marco Giampaolo, allenatore del Milan
Marco Giampaolo, allenatore del Milan ANSA

MILANO - Il Milan piega a fatica un Brescia coriaceo e ben disposto in campo, la squadra è sembrata più volitiva del disastro di Udine (e ci voleva poco) ma di certo nessun tifoso milanista si è divertito nel caldo pomeriggio di sabato a San Siro. Ma come, il maestro Marco Giampaolo non era stato chiamato dai saggi Boban e Maldini per organizzare una squadra che divertisse ed esaltasse l'estetica, magari (se fosse rimasto tempo, figuariamoci) condendo il tutto con qualche risultato? Certo è che fra Udinese e Brescia, il Milan tutto è apparso tranne che una squadra divertente.

Lacune

Ai rossoneri manca praticamente tutto: velocità, verticalizzazioni, spinte dei terzini, qualità di gioco e un attacco che crei occasioni; vale a dire, manca tutto ciò per cui Giampaolo è stato chiamato. In molti, nelle prime due settimane di campionato, sottolineano come il Milan sia lo stesso dell'anno scorso ma con molta meno grinta e rabbia agonistica, così in molti si chiedono a cosa sia servito privarsi di Gattuso per assumere un tecnico che non solo non ha dato una svolta a livello di gioco, ma ha pure diminuito intensità e carattere durante le partite.

Scelte

Cervellotiche, poi, appaiono le decisioni dell'allenatore abruzzese: a Udine ha schierato il suo amato 4-3-1-2 con Suso, Piatek e Castillejo che non sono stati in grado di fare neanche il solletico alla difesa friulana ed un centrocampo senza muscoli con Calhanoglu regista e Borini improvvisato interno. Col Brescia, poi, Giampaolo ha superato sè stesso con l'inserimento di André Silva titolare e Piatek confinato in panchina; l'impalpabile portoghese è stato schierato sulla sinistra con Suso dall'altra parte e Castillejo reinventato centravanti. Risultato? Il solo Suso è risultato determinante con l'assist vincente per il gol partita, mentre gli altri due iberici non ne hanno azzeccata una.

Lavori in corso

Ci si chiede il perchè di tanta confusione, ma le risposte del tecnico di Giulianova nel dopo partita sono quasi più astruse delle sue scelte in campo. Ciò che si è capito dalle interviste di Giampaolo sabato sera è stata l'ennesima richiesta di tempo: «Per fare il mio calcio ho bisogno di tempo», ha detto l'ex allenatore della Sampdoria, già a Milanello da due mesi. Al di là che il calcio non è degli allenatori che anzi devono adattarsi alle caratteristiche dei calciatori a disposizione, specie in squadre di seconda fascia come l'attuale Milan, colpisce quanto, nonostante il campionato sia appena iniziato, i rossoneri ad oggi siano allo 0% di quanto chiede Giampaolo.

Tempo

Della filosofia del tecnico non si vede ancora nulla, la squadra viaggia da sola per inerzia, lui stesso non fa che sperimentare un po' alla buona tutte le soluzioni possibili. Altro che cantiere, la compagine milanista vive degli sprazzi di qualche singolo, degli spazi lasciati dagli avversari per agire in contropiede e di un possesso palla prolungato ma sterile, lento ed improduttivo che strazia i tifosi a tal punto che le partite del Milan diventano uno stillicidio senza fine. Giampaolo chiede tempo, ma se dopo due mesi di lavoro la situazione è questa vien da chiedersi quanto ancora ne occorra per intravedere qualche raggio di sole e quel gioco brillante che tanto faceva eccitare qualcuno all'annuncio del tecnico abruzzese. Aspettare sì, ma quanto? Risposte che rimarranno appese così, attendendo che il maestro termini le sue lezioni e arrivi finalmente il momento dei voti.