24 luglio 2019
Aggiornato 06:00

André Silva-Cutrone: la coperta non è lunga

Intoccabile Piatek, l’attacco del Milan fa i conti con il duello per la seconda maglia da titolare. A Giampaolo la scelta

André Silva e Cutrone hanno già giocato assieme nel Milan nella stagione 2017-2018
André Silva e Cutrone hanno già giocato assieme nel Milan nella stagione 2017-2018 ANSA

MILANO - Il Milan di Marco Giampaolo nasce fra dubbi, certezze e l’obbligo dichiarato di raggiungere il quarto posto nel campionato che prenderà il via fra meno di due mesi. Modulo tattico prediletto del tecnico abruzzese è l’ormai collaudato 4-3-1-2, sperimentato con successo sia ad Empoli che con la Sampdoria e marchio di fabbrica del neo allenatore milanista, con un fantasista di qualità e movimento (che al Milan sarà uno fra Calhanoglu, Paquetà e Suso) e due attaccanti, al contrario di quanto accaduto con Montella e Gattuso, propensi a schierare la squadra con un 4-3-3 che prevedeva un centravanti e due attaccanti esterni.

Schieramento

Nel Milan di Giampaolo, invece, centravanti inamovibile sarà il polacco Piatek, autore di 30 gol complessivi nell’annata 2018-2019, mentre al suo fianco si giocheranno il posto il rientrante André Silva (reduce da due stagioni pessime a Milano e poi a Siviglia) e lo scalpitante Cutrone. Caratteristiche diverse per i due attaccanti: più fisico, tecnico e statico il portoghese, più mobile, grintosa e scattante la punta di Como; da capire se tutti e due possano convivere con Piatek senza pestarsi reciprocamente i piedi e garantendo rifornimenti e supporto all’ex genoano. Entrambi, inoltre, vanno rilanciati: il lusitano deve rialzare le sue quotazioni tecniche ed economiche, l’italiano riprendere confidenza col gol dopo le sole 3 reti messe a segno in campionato l’anno scorso.

Partenze

Sui due centravanti, poi, pende anche la possibilità di una cessione, soprattutto per Cutrone che qualche richiesta in Italia e all’estero ce l’ha. Qualcuno dice che il giovane attaccante piaccia poco a Giampaolo, qualcun altro sostiene che l’addio del classe 1999 aiuterebbe le casse milaniste a prendere ossigeno per imbastire una campagna acquisti più rilevante, soprattutto a centrocampo. E poi c’è l’idea che avendo i rossoneri solamente il campionato come impegno stagionale, tre punte per due posti siano addirittura troppe, quando in realtà un attacco composto da Piatek, André Silva e Cutrone che ruotino a turno dandosi anche un cambio che rigeneri tutti di tanto in tanto, garantirebbe a Giampaolo maggior freschezza e più frecce ad un arco che stavolta non potrà sbagliare nulla.

Convenienza

Tre attaccanti per due posti con campionato e Coppa Italia appaiono il minimo sindacale, considerando stanchezza, infortuni e squalifiche, ma anche forma fisica e cambi nel corso della stessa partita. Inoltre, depauperare un patrimonio tecnico come Cutrone non sembra la soluzione più intelligente per un club che ha deciso di puntare sui giovani, così come non sembra l’ideale far partire ora uno come André Silva che il Milan ha pagato quasi 40 milioni e che oggi vale forse la metà. I due possono convivere fra di loro (come già dimostrato due anni fa) e allo stesso tempo supportare Piatek in una squadra col disperato bisogno di raggiungere obiettivi e risultati senza perdere nessun valore, né calcistico e né tantomeno economico; starà poi a Giampaolo rigenerare e rilanciare tutti e due.