24 luglio 2019
Aggiornato 07:00

Il Milan tratta con la UEFA: scenari e verdetti

Giorni caldi per i rossoneri anche per quanto riguarda le possibili sanzioni europee per il mancato rispetto del Fair Play Finanziario.

L'Uefa a breve si pronuncerà sulle sanzioni da applicare nei confronti del Milan
L'Uefa a breve si pronuncerà sulle sanzioni da applicare nei confronti del Milan ANSA

MILANO - Il contenzioso fra il Milan e la Uefa va avanti ormai da oltre un anno, fra regole non rispettate, sanzioni inflitte, ricorsi, nuovi parametri e la volontà del club rossonero (specialmente ora con la nuova proprietà) di rimettersi in pari e poter tornare presto ad investire liberamente. La strategia milanista, ormai è evidente, sta nell’evitare lo scontro col massimo organo europeo calcistico, pur tenendo il punto in un braccio di ferro che, volenti o nolenti, terminerà a breve. Le possibilità sono molteplici, soprattutto per quanto riguarda l’inevitabile punizione che il Milan dovrà subire per non aver ottemperato alle regole del Fair Play Finanziario nei trienni 2014-2017 e 2015-2018.

Guerra fredda

L’arrivo a Milanello di Zvonimir Boban, oltre alle competenze economico-politiche dell’amministratore delegato Gazidis, può essere utilissimo ai rossoneri per rendere più morbido e costruttivo il dialogo con l’Uefa, perché il Milan è consapevole di dover pagare, pur continuando a ribadire che i torti che gli stanno ricadendo addosso sono opera di vecchie e malsane gestioni societarie, il che non cambia nulla ai fini pratici ma può avere la sua grande valenza per instaurare un rapporto di fiducia con i vertici di Nyon. L’ipotesi di non ricorrere al TAS di Losanna in caso di esclusione annuale dalle coppe europee, ad esempio, sembra voler andare proprio in questa direzione.

Opzioni e piani

Il Milan, sostanzialmente, vuole evitare lo scontro e il braccio di ferro con la Uefa, anche per ottenere la proroga per il pareggio di bilancio, passando dal 2021 ad almeno un anno più tardi. Si va, pertanto, verso una direzione bilaterale, voluta cioè sia dal club rossonero che dalla Uefa stessa: entrambe hanno interesse a risolvere la questione una volta per tutte, saltando ricorsi, appelli e tribunali; il Milan chiede una pena e una condanna che comprendano i due trienni insieme, un giudizio unico, insomma, con l'obiettivo primario di posticipare l'obbligo del pareggio di bilancio a dopo il 2021, anche a costo di sacrificare l'Europa per la prossima stagione.

Vantaggi

La società milanese avrebbe la convenienza di privarsi per un anno dalle competizioni europee, ma poter ripartire nel 2020 con la «fedina penale» pulita, tornando ad investire senza obblighi e spade di Damocle pendenti sul groppone. L'Uefa, dal canto suo, con l'esclusione dei rossoneri dalle coppe per l'annata 2019-2020 manterrebbe un potere decisionale e punitivo che sembrava esserle sfuggito di mano ultimamente, ma andrebbe anche incontro alle esigenze dei club, eliminando dissapori, frizioni e diaspore, in attesa di rivedere un progetto (quello del Fair Play Finanziario) che così composto non convince quasi nessuno.