18 settembre 2019
Aggiornato 09:00

Ecco come Boban e Maldini vogliono rilanciare il Milan

L’arrivo in rossonero del croato accanto all’ex capitano è segno di una ripartenza fondata sui principi del grande club che fu

Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan ormai in via di ufficializzazione
Paolo Maldini, direttore tecnico del Milan ormai in via di ufficializzazione ANSA

MILANO - Il nuovo Milan comincia a prendere forma, sia a livello tecnico che dirigenziale, con l’intento di riportare in alto un club che da 7 anni arranca più del dovuto e, soprattutto, più del previsto. In attesa dell’ufficialità di Marco Giampaolo come allenatore della squadra, Paolo Maldini lavora già come direttore tecnico, fresco di promozione dopo l’addio di Leonardo e l’annata trascorsa accanto al brasiliano per «imparare» maggiormente il mestiere; sulle spalle dell’ex capitano c’è ora l’intero assetto tecnico milanista, ma è evidente che Maldini non possa fare tutto da solo, un po’ per la poca esperienza, un po’ per la mole di lavoro e di responsabilità che tutto ciò comporta.

Alleanza

L’amministratore delegato Ivan Gazidis si occuperà prevalentemente degli aspetti economici del club, così Maldini accanto a sé ha voluto espressamente la collaborazione di un'altra vecchia gloria rossonera, ovvero Zvonimir Boban che a breve chiuderà il suo rapporto con la FIFA (è il vice del presidente Gianni Infantino) e si legherà di nuovo al Milan dopo gli anni da calciatore. Ma cosa ha convinto l’ex fantasista croato a rimettersi in gioco a Milanello dopo 18 anni? L’idea di Maldini è semplice: Boban sarà il collante fra società, dirigenza e squadra, il suo carisma e la sua esperienza dovranno aiutare i rapporti nell’intero Milan, oltre a curare quelli con l’UEFA, particolarmente delicati negli ultimi anni.

Scelte tecniche

Ma Maldini e Boban si stringeranno anche per quanto concerne gli aspetti tecnici, lavorando gomito a gomito fra di loro e assieme al nuovo direttore sportivo e all’allenatore. Il Milan, proprio come negli anni d’oro, dovrà essere un unico corpo, un meccanismo con ingranaggi in grado di muoversi cronometricamente, con Maldini e Boban a fungere da supervisori, inculcando pure quel senso di appartenenza e quella mentalità vincente che al Milan odierno serve come l’aria. I due sanno bene che ci vorrà del tempo, ma grazie alle loro capacità e alla loro personalità, le tempistiche potranno accorciarsi: lo scopo è riportare i rossoneri a tornare protagonisti (almeno in Italia) il prima possibile, motivo per il quale anche le campagne acquisti dovranno essere oculate e precise.

Suddivisione dei compiti

Maldini potrebbe studiare i papabili difensori da arruolare, Boban i centrocampisti. Al direttore sportivo, poi, il ruolo di intavolare le trattative con gli altri club, il tutto con l’approvazione di Giampaolo a cui saranno affidati solo elementi funzionali al suo modo di giocare e di schierare la squadra in campo. L’amicizia e la sintonia fra Maldini e Boban, poi, potrebbero avere la loro rilevanza anche nel dialogo con Gazidis e con la proprietà, per aumentare, ad esempio, i budget in sede di calciomercato, soprattutto quando e dove ci fosse l’occasione di affondare il colpo su un calciatore in grado di innalzare il livello della squadra e fare la differenza. Una coppia affiatata e di lunghissima militanza in un Milan che non esiste più, ma che, anche se in tempi e modalità diversi, potrebbe rinascere grazie all’esperienza di due grandi ed eterni campioni.