27 giugno 2019
Aggiornato 15:30

Milan: rischi e speranze per il 2020

I rossoneri ripartono dalla linea giovane con diversi interrogativi e qualche nota positiva a cui appigliarsi

La curva del Milan è pronta a sostenere i rossoneri anche nella prossima stagione
La curva del Milan è pronta a sostenere i rossoneri anche nella prossima stagione ( ANSA )

MILANO - Un Milan nuovo di zecca, cambiato radicalmente nella dirigenza, in panchina e con ogni probabilità anche in campo. Se n’è andato Leonardo, se n’è andato Gattuso, hanno preso pieni poteri Gazidis e Paolo Maldini ai quali è affidato il difficilissimo compito di riportare in alto un club che non vede luce da 7 anni. Ma ripartire sarà tutt’altro che facile per il Milan che avrà nel quarto posto in campionato l’unico reale obiettivo della prossima stagione, traguardo per il quale è stato chiamato come allenatore Marco Giampaolo che in serie A ha nel nono posto dell’ultima annata a Genova il suo massimo e miglior risultato. Per far sì che il Milan agguanti finalmente il ritorno in Coppa dei Campioni è necessario che tutto si incastri alla perfezione, non saranno ammessi errori o ritardi sulla tabella di marcia, dall’apice ai piedi della struttura milanista dovrà funzionare ogni ingranaggio senza intoppi.

Pericoli

Partiamo dall’alto: Ivan Gazidis ha imposto la linea verde, ovvero una campagna acquisti improntata prettamente su calciatori di età giovane (24 anni al massimo) per abbassare il tetto ingaggi della rosa; a Maldini e al nuovo direttore sportivo il compito di individuarli ed acquistarli, impresa non semplice anche perché l’ex capitano ha entusiasmo e voglia di fare, ma pochissima esperienza come dirigente. Anche in panchina il rischio è enorme: Marco Giampaolo è bravo e preparato, ma il suo carattere induce a qualche riflessione, perché qualche perplessità legata alla sua personalità esiste; se le cose dovessero mettersi male per il Milan, il tecnico abruzzese potrebbe pagare troppo lo scotto della grande piazza. Interrogativi pure sui nuovi acquisti: anche in questo caso non basta essere bravi e talentuosi, per affermarsi al Milan occorre carisma ed uno spogliatoio solido ed esperto, qualità che nel gruppo rossonero latiteranno il prossimo anno, allenatore compreso.

Auspici

Detto ciò, a Milanello qualche sorriso possono però accennarlo: Giampaolo è un buon tecnico, fornisce identità di gioco alle sue squadre e se tirerà fuori la personalità, confermando anche le sue capacità in panchina, con un livello più alto rispetto alla Sampdoria potrebbe condurre i rossoneri in lotta per il quarto posto. Le rivali per la corsa alla Coppa Campioni, poi, non sembrano tanto meglio del Milan: l’Atalanta potrebbe non ripetere l’entusiasmante cavalcata dell’ultima stagione, la Roma vive un momento di sbandamento simile a quello degli stessi rossoneri, la Lazio non pare intenzionata a rinforzarsi più del dovuto, mentre il Torino non era superiore al Milan neanche l’anno scorso. Se alla formazione milanista si incastrerà tutto alla perfezione, insomma, gli obiettivi potrebbero essere raggiunti, seppur di fronte all’annata 2019-2020 esistano ancora tanti punti interrogativi da fugare. Da qualche parte si dovrà però ripartire, i rossoneri hanno scelto una strada complessa, il tempo fornirà ogni risposta.