18 novembre 2019
Aggiornato 21:30

Milan: a rischio i pochi campioni rimasti

Appare sempre più nebuloso e povero di prospettive il futuro dei rossoneri, con il pericolo di un quasi definitivo ridimensionamento

Krzysztof Piątek, centravanti del Milan dallo scorso gennaio
Krzysztof Piątek, centravanti del Milan dallo scorso gennaio ANSA

MILANO - A Milano, mentre l’Inter accoglie Antonio Conte e si prepara a tornare competitiva per i massimi traguardi italiani, il Milan si ritrova a fare i conti con uno dei periodi più complicati e confusi della sua storia. La nuova filosofia societaria, imposta dall’amministratore delegato Ivan Gazidis, parla di ripartenza e rifondazione con profili giovani e di prospettiva, quasi esclusivamente al di sotto dei 24 anni, per una rinascita che, sempre se ci sarà, appare lunga e ricca di dubbi ed insidie. Nessuno può assicurare il rapido inserimento ed il rendimento dei giovani che hanno bisogno di tempo, protezione e di uno spogliatoio con elementi esperti che portino tranquillità nei momenti di difficoltà. Tutte caratteristiche che il nuovo Milan non avrà.

Rischi

I pericoli non sono pochi, tutt’altro: tanto per cominciare, i rossoneri dovranno per esigenze più finanziarie che sportive, raggiungere al più presto il quarto posto in serie A, ma farlo con una rosa piena zeppa di giovani talenti e poco altro non appare così semplice ed immediato come il momento storico richiederebbe. Fallire ancora una volta l’accesso alla Coppa dei Campioni sarebbe un vero e proprio dramma per le casse del club, ma anche per l’aspetto tecnico perché gente come Donnarumma, Romagnoli, Bonaventura, Piatek e forse Paquetà, mentre per la stagione 2019-2020 sono pronti a rimanere e a combattere per la causa milanista (a meno di sacrifici necessari per i bilanci), dopo l’ennesimo fallimento non rimarrebbero indifferenti ed insensibili alle numerose lusinghe provenienti da società realmente in grado di prospettare loro programmi vincenti.  

Baratro tecnico

Il Milan rischia concretamente di perdere pezzo dopo pezzo i pochi calciatori di qualità rimasti, ma non solo: cedendo i pochi elementi con una certa esperienza, i rossoneri andrebbero incontro ad un ridimensionamento quasi definitivo, perché nel momento in cui Donnarumma, Romagnoli e compagni avranno raggiunto un livello da fuoriclasse saranno ceduti (per loro volere o anche per necessità del club) e rimpiazzati con i nuovi Donnarumma e Romagnoli che ripartiranno da zero con il loro talento ma anche con i loro limiti di inesperienza. E il pericolo sarà che il Milan non riuscirà mai ad uscire da un limbo e da un purgatorio che col passare del tempo lo porterà a stazionare nelle zone anonime della classifica, assai più costantemente di quanto già non stia accadendo.