7 dicembre 2019
Aggiornato 09:30

San Siro o nuovo stadio? La soluzione migliore è evidente

Le tifoserie di Milan e Inter sono in rivolta al pensiero di vedere demolita la Scala del calcio. Eppure, per tutta una serie di ragioni che proviamo a spiegare, la soluzione scelta dai due club milanesi sembra la più saggia.

Il glorioso stadio  San Siro
Il glorioso stadio San Siro ANSA

MILANO - Che per Milan è Inter siano anni di grandi stravolgimenti è ormai cosa nota. Ben due cambi di proprietà per ognuna delle squadre di Milano in pochi anni rappresentano un record difficilmente battibile, ma come se non bastasse tutto questo, ecco apparire all’orizzonte un altro possibile terremoto emotivo per entrambe le tifoserie di Milan e Inter: il progetto di fattibilità per un nuovo stadio di proprietà da edificare nella zona del parcheggio antistante l’attuale stadio intitolato a Giuseppe Meazza e la conseguente demolizione di San Siro una volta pronto il nuovo impianto.
Apriti cielo, sui social rossonerazzurri l’argomento è trend topic da giorni. Troppo caro agli appassionati di calcio legati alle due squadre milanesi il glorioso e monumentale tempio meneghino, ribatezzato non per caso «la scala del calcio».

Rimodernare San Siro

Premesso che il pensiero di veder buttare giù quasi un secolo di storia pedatoria del nostro paese risulterà straziante per i tifosi di qualsiasi squadra di calcio, non solo milanisti ed interisti, resta sul piatto una questione che merita un approfondimento. L’ammodernamento di San Siro, nostalgicamente invocato dalla grande maggioranza degli amanti del calcio, comporta una serie di problematiche di difficile risoluzione. Intanto i tempi tecnici: per costruire uno stadio nuovo di zecca sarebbero necessari due anni e mezzo, per rinnovare completamente il Meazza più o meno il doppio del tempo. Ora provate ad immaginare in questi lunghi cinque anni, Milan e Inter costrette ad andare a cercare asilo in tutti gli stadi della regione per riuscire a giocare le proprie partite casalinghe. Un danno incalcolabile per i conti dei due club e per i tifosi costretti a sacrifici enormi nella speranza di trovare posto in stadi evidentemente più piccoli.

Un nuovo impianto

Discorso diverso invece nel caso si dovesse decidere di costruire un nuovo stadio. Dalla posa della prima pietra fino al giorno dell’inaugurazione (presumibilmente dal 2020 al 2023) Milan e Inter potrebbero continuare a giocare nel vecchio e rassicurante San Siro, senza modificare minimamente le abitudini dei tifosi. Poi, quando il nuovo impianto da 60.000 posto sarà finalmente pronto si potrà pensare a cosa fare del Meazza, anche se il rischio demolizione è molto alto.
A quanti gridano allo scandalo per l’abbattimento di un tale monumento del calcio, vale la pena però ricordare che in Inghilterra è stato demolito lo stadio di Wembley, per ricostruirlo nuovo e più efficiente; i tifosi dell’Arsenal hanno pianto lacrime amare sull'addio al leggendario Highbury, ma adesso con l’Emirates si godono uno degli stadi più moderni ed accoglienti al mondo; i colchoneros dell’Atletico Madrid hanno da poco vissuto il trauma della separazione dal catino infuocato del Vicente Calderon, ma adesso provate ad entrare al Wanda Metropolitano e sentirete profumo di grandezza. Questo solo per citare i casi più eclatanti.

Perchè uno stadio condiviso

Piuttosto in tanti si chiedono, visto che si deve procedere alla costruzione di un nuovo impianto, perchè condividerlo? La risposta è semplice; si tratta di un problema di costi. Il nuovo stadio di Milano, il cui nome verrà ceduto a qualche grande azienda, seguendo la procedura del «naming rights» che consentirà a Milan e Inter di guadagnare altri soldi, costerà circa 600 milioni. Una cifra insostenibile per un solo club, più gestibile se divisa in due.
La verità è che il passaggio allo stadio di proprietà è assolutamente inevitabile se le due squadre di Milano vorranno tornare a competere con i top team europei e la soluzione che sta per essere messa a punto sembra davvero essere la migliore. Nostalgia canaglia!