19 marzo 2019
Aggiornato 22:00

Il futuro di Allegri è definito

L’allenatore della Juventus a fine stagione si troverà di fronte ad un bivio: lasciare i bianconeri ed aprire un nuovo ciclo, o rimanere e proseguire la leggenda?

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus
Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus ANSA

TORINO - Quella in pieno svolgimento potrebbe essere la stagione della consacrazione della Juventus che sta per vincere l’ottavo scudetto consecutivo (solamente da certificare con l’ausilio della matematica), record italiano di tutti i tempi, ma soprattutto è convinta di poter recitare un ruolo da protagonista in quella Coppa dei Campioni inseguita dal 1996 e ad oggi ancora irraggiungibile per i bianconeri che all’attivo hanno 5 finali disputate negli ultimi 22 anni con altrettante sconfitte (due volte contro il Real Madrid, una contro Borussia Dortmund, Milan e Barcellona). Stavolta la maturità acquisita, la rabbia, l’ambizione, il talento e la ciliegina Cristiano Ronaldo potrebbero far pendere la bilancia verso i piemontesi, regalando anche al tecnico Massimiliano Allegri il traguardo più prestigioso, spendendo direttamente nell’olimpo dei più grandi l’allenatore livornese.

Le parole di allegri

Un allenatore che a Torino, Europa a parte, ha finora solo vinto, sin dal suo arrivo sulla panchina juventina nell’estate del 2014 dopo l’addio di Antonio Conte. «Resto al 100%, anche se di sicuro nel calcio non c’è niente», ha detto Allegri la scorsa settimana, una frase anche ambigua e che lascia aperte diverse soluzioni in vista della prossima stagione. Perché alla Juventus nessuno ha dubbi sul tecnico toscano, ma è logico interrogarsi sugli stimoli e i progetti dopo anni di trionfi ed uno spogliatoio abituato ai dettami dello stesso comandante; insomma, Allegri resta alla Juve o no il prossimo anno? Difficile rispondere ora, anche se il club bianconero pensa e ripensa su cosa sia meglio fare per mantenere altissimo il livello competitivo dei campioni d’Italia.

Scenari

Di certo c’è solo un fatto: se la Juventus vince la Coppa dei Campioni, Allegri va via. Nulla potrebbe trattenerlo in quel caso e probabilmente ciò sarebbe già avvenuto nel 2017 qualora i bianconeri avessero battuto il Real Madrid nella finale di Cardiff invece poi persa per 4-1. La Juve non è a fine ciclo e la decisione può essere presa con tutta calma, soprattutto se l’Europa non dovesse premiare ancora una volta la compagine torinese, motivo per cui tanto Allegri quanto il club valutano con serenità il da farsi; da considerare, oltre alle motivazioni dell’allenatore, anche gli eventuali successori.

Totoallenatori

Zinedine Zidane sarebbe il primo nome sulla lista di Paratici e Nedved, ma sul francese è fortissima la concorrenza del Manchester United e del Chelsea che dopo il probabile fallimento di Sarri potrebbe ripiegare su un tecnico serio e vincente come l’ex Real Madrid. Arrivare a Zidane non è dunque così semplice per la Juventus che ritiene peraltro meno valide le alternative, da Blanc a Gasperini passando per Simone Inzaghi e Massimo Carrera, tutte ipotesi che convincono poco i bianconeri e che, sostanzialmente, tengono ancora più saldo in panchina proprio Massimiliano Allegri, anche lui apprezzato ed ambito in Inghilterra ma per cui la Juve resta in ogni caso la prima scelta e la priorità assoluta.