21 luglio 2019
Aggiornato 08:00

Juventus: c’è un unico vero insostituibile

Organico sontuoso, singoli eccellenti: il dominio bianconero sembra facile da raccontare, ma nasconde in superficie qualche verità

Giorgio Chiellini, difensore della Juventus e della nazionale italiana
Giorgio Chiellini, difensore della Juventus e della nazionale italiana ANSA

TORINO - La Juventus si ritrova alle prese col primo momento complicato di una stagione sin qui dominata. L’eliminazione in Coppa Italia per mano dell’Atalanta ed il pareggio in rimonta subìto dal Parma (da 3-1 a 3-3 negli ultimi minuti di gioco) appena tre giorni dopo, hanno infatti lanciato qualche piccolo campanello d’allarme in casa bianconera, non tanto per quel che riguarda il campionato (i 9 punti di vantaggio sul Napoli secondo in classifica sono comunque rassicuranti), quanto in vista del doppio impegno europeo con l’Atletico Madrid, considerando anche che mai come quest’anno la Juve punta tanti dei suoi crediti proprio su quella Coppa dei Campioni inseguita ininterrottamente ormai da 23 anni.

Ronaldo è una «roccia»

L’arrivo di Cristiano Ronaldo ha acuito ancor di più la voglia europea della compagine juventina, ormai matura e determinata a sufficienza per portarsi a casa l’ambito trofeo. Il portoghese è il fiore all’occhiello della squadra (ovviamente), eppure il dato che maggiormente spicca nell’ultimo periodo è l’imprescindibilità per Massimiliano Allegri di un baluardo della formazione campione d’Italia, Giorgio Chiellini. Sarà un caso, ma i «guai» bianconeri, ovvero gli intoppi nelle partite contro Atalanta e Parma, sono sopraggiunti e coincisi con quelli fisici del difensore toscano, uscito nei primi minuti della sfida di Coppa Italia a Bergamo. Non solo le doti tecniche e tattiche in difesa, ma soprattutto quel carisma, quella leadership e quella costanza di rendimento, collocano Chiellini come probabilmente la risorsa migliore per Allegri che ha nel numero 3 il suo allenatore in campo.

Timori per la difesa

Il recupero di Chiellini è fondamentale per affrontare l’Atletico Madrid coi galloni del pronostico a favore, perché anche le prestazioni dei compagni della retroguardia migliorano quando l’ex livornese è in campo. Allegri tiene ogni giorno sotto controllo le condizioni del calciatore, considerando anche che pure Bonucci fisicamente non se la sta passando bene e che tanto Rugani quanto Caceres (per non parlare di Barzagli) non forniscono al momento adeguate garanzie. In più, il popolo juventino inizia a tremare pensando a ciò che accadrà quando Chiellini (classe 1985) comincerà ad arrancare, arrivando poi alla chiusura di una carriera dal rendimento eccellente; il ricambio generazionale al momento non sta dando i frutti sperati (Caldara è andato al Milan, Rugani convince sempre meno) ed immaginare una Juve senza Chiellini appare al momento complicato e l’impressione è che la fine del leggendario ciclo juventino potrebbe essere strettamente legata all’addio di un difensore che negli anni verrà ricordato come uno dei più grandi della storia del calcio, esempio di costanza e grinta anche a fronte di una tecnica individuale tutt’altro che eccelsa.