22 luglio 2019
Aggiornato 11:30

Milan: Gattuso, tanti motivi per sorridere ma resta una dolente nota

Il pareggio dei rossoneri contro il Napoli non ha avuto ripercussioni negative in classifica visto che nessuna delle dirette inseguitrici è riuscita ad approfittarne. E domenica c’è il big match con la Roma

Una buona occasione sciupata da Cutrone
Una buona occasione sciupata da Cutrone ANSA

MILANO - La domenica perfetta per il tifoso milanista si è materializzata al minuto 44’ della ripresa di Lazio-Juventus, quando Cristiano Ronaldo ha infilato dal dischetto il portiere biancoceleste Strakosha mantenendo a debita distanza gli uomini di Lotito. Prima ci avevano pensato Atalanta e Roma ad annullarsi reciprocamente e rimediare un punticino a testa nel confronto ad alto tasso di adrenalina del pomeriggio, fino al momento clou preserale quando dall’Olimpico di Torino è arrivata la notizia della sconfitta dell’Inter di Spalletti, ora di nuovo nel mirino del Milan a 5 punti appena di distanza.
Se quindi esisteva un solo dubbio se accogliere con favore o con disappunto il pareggio di sabato sera contro il Napoli, i risultati della domenica hanno offerto tutte le risposte corrette.
Fermo restando che quello strappato contro la corazzata partenopea, scesa a San Siro con quattro bocche di fuoco come Milik, Insigne, Mertens e Callejon schierate tutte insieme, è stato subito accolto con soddisfazione in Casa Milan, anche in considerazione degli infiniti ostacoli che il Milan è stata costretto a superare dall’inizio di stagione.

Porta chiusa - Di motivi per sorridere mister Gattuso può portarne a casa diversi al termine dello 0-0 contro il Napoli. Innanzitutto la tenuta difensiva. Gigio Donnarumma, sempre più decisivo per i successi del Milan (alla faccia di chi lo bollava come un pallone gonfiato attaccato solo ai soldi), ha chiuso il match con il 5° clean sheet nelle ultime sette partite di campionato; Romagnoli è sempre più il leader autorevole del reparto e l’intesa con Musacchio sembra non risentire delle ultime settimane lontano dai campi da gioco di entrambi; Calabria e Rodriguez rappresentano garanzie affidabili sulle fasce. Insomma ce n’è di che essere soddisfatti.

Cresce l’intesa - Anche per quanto riguarda la zona centrale del campo ci sono diversi spunti interessanti da segnalare. L’intesa tra Calhanoglu e Paquetà cresce, il turco è ancora troppo discontinuo e il ragazzino brasiliano ancora poco scafato per fare la differenza, ma si vede che i due parlano la stessa lingua e se tanto mi dà tanto, da qui in avanti ne vedremo delle belle. Sempre a proposito di Hakan, abbiamo ricominciato a vedere i cambi gioco per Suso che avevano esaltato la platea rossonera la passata stagione, quelle sventagliate da 40 metri a tagliare tutto il campo che mettevano lo spagnolo in condizione di far male. Contro il Napoli non è accaduto, ma anche da questo punto di vista i segnali sono incoraggianti.

Avanti Kris - E per finire l’attacco. Fermo restando che Cutrone avrà sempre tutto il sostegno, la stima e la simpatia dei tifosi rossoneri, l'entrata in campo di Piatek con quella carica agonistica e la voglia di spaccare il mondo ha davvero aperto i cuori del popolo milanista. A guardare Robocop lottare lancia in resta contro Albiol e Koulibaly e ripensare al sussiego con cui il predecessore Higuain si degnava di scorrazzare in mezzo al campo portando in giro la maglia rossonera con il numero 9, oggi fa quasi rabbia. Il Milan nel cambio ci ha guadagnato, indubbiamente. Non resta che aspettare il battesimo del gol di Kris il glaciale.

Le dolenti note - Purtroppo però c’è un aspetto sul quale proprio questa squadra non riesce a crescere. Ancora una volta si fa fatica a contare la quantità industriale di palloni sbagliati nelle fasi terminali delle azioni offensive dai ragazzi di Gattuso. Controlli sbagliati, letture sbagliate, ultimi passaggi sbagliati, anche contro il Napoli il Milan deve rammaricarsi per l’incredibile quantità di opportunità sciupate per l'imprecisione dei suoi avanti. È toccato a Suso, Paquetà, Cutrone, Kessiè, Calhanoglu, Calabria, tutti incapaci, al momento di dare il colpo di grazia a Carlo Ancelotti di fare la scelta giusta. Su questo aspetto purtroppo è difficile prendersela con il tecnico calabrese, piuttosto sarebbe il caso di analizzare la qualità complessiva della rosa rossonera e l’età media (= inesperienza) della squadra.
Intanto il quarto posto è ancora ben saldo nelle mani dei rossoneri e domenica la sfida all’Olimpico contro una Roma schizofrenica potrebbe essere perfino decisiva per staccare le inseguitrici.