21 settembre 2019
Aggiornato 17:30

Juventus: il segreto dei guerrieri

Bianconeri sempre più inarrestabili, Allegri consapevole di avere in organico uomini particolari ancor prima di fuoriclasse

Leonardo Bonucci e Mario Mandzukic, simboli dello strapotere della Juventus
Leonardo Bonucci e Mario Mandzukic, simboli dello strapotere della Juventus ANSA

TORINO - Diventa quasi noioso snocciolare i numeri di una Juventus imprendibile, inarrestabile, inafferrabile: 14 vittorie su 15 gare di campionato, 43 punti sui 45 disponibili, record superati a tutta velocità da una squadra che sta facendo incetta di primati e che si avvicina ad ampie falcate a laurearsi campione d'inverno, antipasto dell'ottavo scudetto consecutivo che, oggi come oggi, non si capisce proprio come a maggio potrà sfuggire ai bianconeri. Massimiliano Allegri aveva pure caricato soavemente la sfida contro l'Inter di venerdì sera, definendo quella di Coppa Campioni contro lo Young Boys la più importante poichè decisiva per il primo posto nel girone; un modo come un altro per togliere tensione e pressione ai suoi, caricarla sugli altri e ribadire il concetto che il campionato è affar juventino e basta.

Carisma - Ma della Juventus è riduttivo parlare dei soli numeri e della sola abilità tecnica, perchè dietro ai successi bianconeri c'è molto altro, a partire da un organico ormai più simile ad un'armata di guerra che a una squadra di calcio. Sono gli uomini, prima che gli atleti, a rendere la Juve insuperabile, forse quest'anno più di quelli passati, un buon viatico anche per provare a vincere in Europa, sinora l'unico tallone d'Achille della compagine torinese. I due esempi forse più emblematici sono Leonardo Bonucci e Mario Mandzukic, artefici fra gli altri dei trionfi juventini del momento e, per motivi diversi fra di loro, simboli di un impero che si allarga sempre di più, almeno in Italia.

Doppia riscossa - Bonucci è tornato a Torino dopo l'anno di esilio al Milan e non è stato accolto con calore dalla tifoseria della Juventus, anzi, ha faticato a farsi accettare nuovamente. Fischiato ed insultato in estate per il suo tradimento rossonero, il difensore era stato chiaro sin dall'inizio: «Non commento le contestazioni, dovrò trasformare sul campo i fischi in applausi». E così ha fatto: prestazioni magistrali, chiusure perfette, una guida della difesa da leader assoluto, quel gol in Juventus-Napoli che ha tamponato il suo unico errore stagionale, coinciso col vantaggio iniziale dei partenopei, nato da un rinvio maldestro dello stesso Bonucci. Ora i fischi sono un lontano ricordo e l'ex milanista è nuovamente uno dei beniamini più acclamati dalla curva, alla pari di quel Mario Mandzukic che quest'anno sta vivendo il suo maggior splendore calcistico: 7 reti in campionato, quando segna lui la squadra vince sempre , una ritrovata vena realizzativa che non lo sta dispensando da quei compiti di sacrificio che il croato ha sempre svolto con dedizione, diventando l'insostituibile di Allegri per eccellenza.

Invincibili - E se Modric e Perisic arrancano dopo le fatiche mondiali, Mandzukic sembra tirato a lucido più degli anni scorsi, segno che quando si è combattenti nell'anima nulla può fungere da ostacolo. Il centravanti slavo e Leonardo Bonucci non sono certo gli unici leader e le uniche armi a disposizione del tecnico juventino, ma la fotografia del film di successo bianconero in uscita nelle sale italiane li vede certamente in prima fila nel cast più prestigioso d'Italia. Forse un giorno anche la Juve cadrà, lo dicono da 8 anni e sinora non è mai successo, un po' per lo strapotere tecnico ed un po' per un gruppo di guerrieri che ha nella vittoria l'unico scopo di una vita calcistica sempre più ambiziosa.