18 novembre 2018
Aggiornato 05:30

Il solito limite di Gattuso torna a galla: ora il Milan riflette

La sconfitta contro l’Inter, arrivata al termine di una partita non giocata dai rossoneri, ha riproposto il solito inquietante dubbio relativo al reale valore del tecnico.
La delusione dei rossoneri dopo la sconfitta nel derby
La delusione dei rossoneri dopo la sconfitta nel derby (ANSA)

MILANO - «Ci è mancato il coraggio di giocare. L'inter ha meritato la vittoria, a livello mentale però la squadra mi è piaciuta molto». Le parole di Gattuso al termine della sanguinosa sconfitta contro l’Inter hanno il potere di lasciare a bocca aperta gli astanti. Ma come, il Milan, per stessa ammissione del tecnico, ha meritato di perdere, si è presentato alla sfida decisiva con i nerazzurri con le gambe che tremavano, e a Gennarino tutto questo è piaciuto tanto? È evidente che qualcosa non torna. Molti tifosi rossoneri avranno vissuto una sorta di inquietante deja vu, quando l’allora allenatore del Milan Pippo Inzaghi, dopo ogni dolorosa sconfitta, si presentava in sala stampa raccontando partite che aveva visto solo lui.
Una delle cose che abbiamo maggiormente apprezzato fin qui di Gattuso è stata la sua onestà intellettuale, la sua capacità di leggere le situazioni e anche fare mea culpa se necessario. Il post-partita contro l’Inter invece ci lascia con alcuni preoccupanti interrogativi non solo sulle condizioni psicofisiche della squadra, ma soprattutto su quelle del tecnico.

Passo indietro…e basta
«Un passo indietro a livello tecnico e invece un passo in avanti nella continuità di prestazione», ancora le parole di mister Gattuso. Ma quale, verrebbe voglia di chiedere? Quale passo avanti di grazia? Il Milan visto al cospetto degli assatanati nerazzurri è apparsa una compagine intimorita e spaventata, tormentata al pensiero di poter perdere una sfida decisiva e per questo incapace di giocarla ad armi pari. Perchè parliamoci chiaro, di questo si tratta. Il Milan ha perso il derby prima ancora di giocarlo grazie ad un atteggiamento rinunciatario e francamente incomprensibile. Rinnegando tra l’altro le parole dello stesso Gattuso alla vigilia del match, quando con fiero cipiglio dichiarava: «Tecnicamente siamo più forti di loro». E allora perchè non costringerli a giocare a calcio, invece di accettare una lotta impari vista la differenza di fisicità tra le due squadre, fatta di calci, spallate, botte, gomitate e tutto il repertorio che ha fatto del derby di ieri più un match di wrestling che una partita di calcio?

Salto di qualità
Su questo aspetto mister Gattuso avrà bisogno di chiarirsi le idee. Quindi confrontarsi con il suo staff tecnico, con la dirigenza, i calciatori e per finire con i tifosi, inquieti e sofferenti dopo l’ennesimo smacco patito ieri sera.
Tornando a questioni strettamente calcistiche, la questione più scottante in casa Milan è che l’allenatore calabrese ha preparato la sfida con l’Inter esattamente come ha preparato quella contro il Napoli: tutti rannicchiati dietro, senza alcuna velleità in fase di costruzione e con la remota speranza di colpire in contropiede. Ora, a parte che non sono queste le caratteristiche tecnico-tattiche del Milan attuale, bisognoso di costruire gioco anzichè subirlo per rendere al meglio, è inaccettabile che Gattuso parta battuto contro squadre sulla carta meglio attrezzate senza nemmeno provare a giocarsela. Partendo, appunto, sconfitti in partenza.
Se continuerà ad essere questo l’atteggiamento dell’allenatore rossonero contro le grandi tanto vale cambiare subito guida tecnica: il bel gioco visto a sprazzi lascia anche ben sperare, ma senza il dovuto coraggio e voglia di crescere, il salto di qualità tanto atteso non arriverà mai.