22 ottobre 2018
Aggiornato 08:30

Milan: la difesa fa acqua e c’Ŕ un problema Caldara

Dopo la bella vittoria ottenuta dai rossoneri contro il Sassuolo, a mister Gattuso resta un’altra questione da risolvere: la difesa continua a prendere gol, si sente tanto la mancanza del nuovo acquisto Caldara
Il neo difensore del Milan Mattia Caldara
Il neo difensore del Milan Mattia Caldara (ANSA)

MILANO - Al Milan sembra essere tornato il sereno. Dopo due settimane infestate da polemiche infuocate per l’irragionevole assenza di risultati, la vittoria ottenuta al Mapei Stadium di Reggio Emilia contro il Sassuolo ha riportato un raggio di sole su Milanello. La squadra, oltre ai tre punti preziosissimi, ha ritrovato fluidità di gioco, eleganza della manovra (quella a dir la verità non l’aveva mai persa), capacità di far male davanti alla porta avversaria e perfino solidità mentale dopo un gol subito. Ecco, a proposito di gol subito, le dolenti note in casa Milan arrivano sempre da quel fronte. I rossoneri infatti continuano ad incassare gol e i numeri parlano chiaro: l’ultimo cleen shit per la squadra di Gattuso risale al 15 aprile scorso, giorno di Milan-Napoli 0-0 nello scorso campionato. Da allora ben 11 partite di campionato giocate, con la porta di Gigio Donnarumma sempre inevitabilmente violata. Significativo anche un altro dettaglio: l’Atalanta recentemente è rimasta a secco nelle gare con Cagliari, Spal, Torino e Fiorentina; in tutto il mese di settembre ha segnato solo due gol. Indovinate a chi?

Pezzo forte
Come ha saggiamente spiegato mister Gattuso, la colpa non può essere imputata solo alla difesa, anzi. Malgrado qualche errore individuale di troppo (vedi la prima rete segnata dal Napoli o il pareggio dell’Empoli), è l’intera fase difensiva che non sembra funzionare più come la passata stagione. Gli attaccanti non fanno il primo pressing, il centrocampo non filtra a dovere e di conseguenza la difesa va in sofferenza.
C’è da dire anche che al reparto difensivo del Milan manca ancora il pezzo forte del mercato estivo 2018, quel Mattia Caldara per cui Leonardo ha sacrificato Leonardo Bonucci, rispedito alla Juventus proprio per avere in campio l’ex atalantino.

Assoluto riserbo
Arrivato in rossonero Caldara si è visto ben poco. Prima è rimasto a guardare i compagni e ad apprendere tutti i meccanismi della difesa a 4, da mandare a memoria dopo anni in un reparto a 3. Poi, una volta pronta e schierato da titolare in Europa League contro il Lussemburgo, ecco lo stop per un problemino fisico.
A tal proposito regna il più assoluto riserbo sulle condizioni fisiche del difensore classe ’94. All’inizio si è ipotizzato che potesse trattarsi di un fastidio alla schiena, notizia che ha allarmato parecchio la tifoseria rossonera visto che l’anno scorso Caldara si è fermato per ben 3 volte (il 7 febbraio, il 10 marzo e il 29 marzo) proprio per un infortunio alla schiena.

Tour de force
Poi è stato lo stesso Gennaro Gattuso a chiarire l’origine del problema del difensore rossonero: un inizio di pubalgia che in casa Milan ci si augura di poter eliminare in fretta, possibilmente durante la sosta per le nazionali, in modo da avere Caldara pienamente ristabilito per il derby e per l’ennesimo tour de force che costringerà i rossoneri, dal 21 ottobre all’11 novembre ad affrontare in sequenza: Inter, Betis Siviglia, Sampdoria, Genoa (il recupero della prima giornata di campionato), Udinese, ancora Betis Siviglia e per concludere la Juventus a a San Siro.
È fondamentale che Caldara recuperi in fretta: il Milan ha bisogno di lui.