18 dicembre 2018
Aggiornato 20:00

Milan-André Silva: la verità

I gol del centravanti portoghese a Siviglia lo stanno facendo rimpiangere dal popolo rossonero che ora ne critica la cessione

André Silva: 2 reti appena nella scorsa serie A con la maglia del Milan, già 7 in 7 partite col Siviglia quest'anno
André Silva: 2 reti appena nella scorsa serie A con la maglia del Milan, già 7 in 7 partite col Siviglia quest'anno (ANSA)

MILANO - "Tanto c'ha ragione chi fa gol", diceva la simpatica sigla di Goleada, apprezzato programma domenicale di TeleMonteCarlo nel 1998, ed in fondo è realmente così. Gioco, tattica, promesse e proclami: nulla conta se poi non arrivano i gol e, di conseguenza, i risultati. Al Milan oggi i gol li dovrebbe fare Gonzalo Higuain, uno dei bomber più apprezzati del mondo, arrivato a Milanello nell'affare che ha riportato alla Juventus Leonardo Bonucci e che nelle ultime 5 stagioni ha segnato più reti di tutti in serie A. L'infortunio al flessore della coscia che ha fatto saltare all'argentino le trasferte di Empoli e Reggio Emilia, unito al guaio alla caviglia di Patrick Cutrone, ha però fatto balzare agli occhi un dato inequivocabile: il Milan senza di loro non ha centravanti e Gattuso si è dovuto adattare con esperimenti e rattoppi. Al contempo, le 7 reti in Liga di André Silva, scaricato dai rossoneri dopo una sola stagione, fanno rimpiangere a molti tifosi milanisti l'attaccante portoghese, rinato a Siviglia e lontano parente del depresso e moscio calciatore ammirato l'anno scorso a San Siro.

Diatribe
Diciamolo subito: André Silva è un centravanti di caratura internazionale, è dotato fisicamente e tecnicamente, ha fiuto del gol, è ancora relativamente giovane e la sua carriera può esplodere realmente. A Siviglia ha ritrovato quel posto da titolare che il Milan non era riuscito a garantirgli nonostante i 40 milioni sborsati al Porto per averlo nell'estate del 2017; prima c'era Montella che gli preferiva Kalinic, poi è arrivato Gattuso che stravedeva per Cutrone, in mezzo un atteggiamento di André Silva un po' troppo superficiale, mai grintoso, spesso supponente. I gol in Coppa Uefa erano arrivati, ma solo all'inizio e contro avversari di bassissimo cabotaggio, mentre in campionato il portoghese si è fermato a 2, anche se decisivi, contro Genoa e Chievo. Oggi che André Silva a Siviglia di gol ne ha segnati già 7, ha steso il Real Madrid con una doppietta e guida la classifica marcatori della Liga, in molti si chiedono: era proprio così necessario sbarazzarsene in tutta fretta?

Risposte
Gattuso ha dato una parziale spiegazione alla viglia di Sassuolo-Milan e poi ha ribadito il concetto anche a fine partita, affermando che Andrè Silva ha chiesto in estate espressamente di andar via, anche perchè l'arrivo di Gonzalo Higuain lo avrebbe comunque relegato in panchina a sgomitare assieme a Cutrone. Il Milan doveva fare una scelta con l'arrivo del bomber argentino: sacrificare Silva o Cutrone, perchè in tre di quel livello non potevano starci, soprattutto perchè per un anno giornalisti e tifosi avevano bonfonchiato perchè in una squadra che gioca col 4-3-3 tre centravanti sono troppi. Allora, via André Silva in prestito al Siviglia dove avrebbe potuto rigenerarsi e valere a giugno 2019 nuovamente quei 40 milioni spesi dal Milan, e due soli centravanti in rosa, partiti peraltro alla grande prima dei due lievi ma fastidiosi contrattempi fisici. La coperta è corta, verissimo, ma i rossoneri difficilmente si sarebbero potuti permettere tre bomber di quel calibro, perchè se è vero che André Silva avrebbe sicuramente fatto comodo ad Empoli e a Reggio Emilia, è altrettanto palese che un'emergenza simile difficilmente ricapiterà e che lo stesso Cutrone farà fatica a giocare avendo davanti un mostro come Higuain.

Soluzione alternativa
Milan che, semmai, si sarebbe dovuto cautelare con una punta di più basso livello, ma pronta all'occorrenza; un Lasagna o un Lapadula qualsiasi, tanto per buttar lì due nomi, un calciatore consapevole del suo ruolo e che avrebbe fatto comodamente la panchina senza lamentele o polemiche. A differenza di André Silva che mai avrebbe accettato di essere la terza punta di un Milan che annoverasse nel suo organico Higuain (inamovibile) e Cutrone che già lo scorso anno aveva sopravanzato il centravanti lusitano nelle gerarchie di Gattuso. André Silva al Siviglia è stato probabilmente un bene per tutti: per lui che può ritrovare lo smalto perso a Milano, per la formazione spagnola che può attaccare la zona di classifica che conta grazie all'apporto della punta portoghese e per il Milan che a giugno potrà avere il coltello dalla parte del manico nella trattativa con il club iberico: volete tenervelo dopo tanti gol? Bene, il prezzo fissato è questo. Tenerlo a forza in rossonero senza garanzie come lo scorso anno non avrebbe giovato a nessuno e la mossa di separarsi, pur generando oggi qualche rimpianto, non aveva alternative migliori.