18 dicembre 2018
Aggiornato 19:30

Ennesima delusione Milan: Biglia-gol non basta

Nuovo mezzo passo falso per i rossoneri, stavolta sul campo di un Empoli tutt’altro che irresistibile. Ancora una volta il Milan ha mostrato buone cose dalla cintola in su e le solite nefandezze in fase difensiva.

Il rigore di Caputo che batte Donnarumma
Il rigore di Caputo che batte Donnarumma (ANSA)

DONNARUMMA - Tanti tra i tifosi rossoneri lo vorrebbero prepensionato o comunque relegato in panchina. Lui intanto sforna miracoli a coprire le magagne dei compagni di reparto. Come il gol fatto salvato su Lagumina al 27’, oppure la parata da fuoriclasse assoluto dopo tre minuti su Caputo. Nella ripresa paga dazio su rigore, ma lui è uno dei migliori del Milan. 7

CALABRIA - L’asse di destra del Milan funziona e il merito è anche del terzino rossonero che spinge con continuità e offre un appoggio costante a Suso e Kessiè. In difesa qualche black out di troppo, ma non è una novità. 6

MUSACCHIO - Si addormenta alla mezz’ora quando Caputo lo supera e si trova a tu per tu con Donnarumma che sventa. Regala una continua sensazione di precarietà pur non commettendo errori marchiani. 5,5

ROMAGNOLI - L’anticipo su Lagumina nel primo tempo, liberato sul dischetto del rigore, vale come un gol. È costretto a fronteggiare spesso l’ex palermitano uno contro uno, ma lo fa sempre con grande eleganza, una classe superiore e una solidità invidiabile. Rovina tutto con un errore inimmaginabile per uno come lui che regala al 69’ il rigore all’Empoli. 5

LAXALT - Le sue percussioni incessanti sulla fascia sinistra rappresentano una bella spinta per tutta la manovra del Milan. Da una sua azione insistita sulla fascia parte l’azione del primo gol rossonero. 6,5

KESSIE’ - Si erge a protagonista alla mezz’ora quando per ben due volte gli finiscono sui piedi le grandi respinte di Terracciano su Bonaventura, ma l’ivoriano sciupa entrambe le clamorose opportunità per raddoppiare. Si sente il suo peso in mezzo al campo, ma nel complesso è più arruffone e confusionario del solito. 5,5

BIGLIA - Finalmente Biglia. Gli bastano 10 minuti per mettere la firma sul gol del vantaggio rossonero: una gran botta di sinistro dal limite che infila Terracciano. Per il resto il consueto lavoro di taglia e cuci svolto con cura. 6,5

BONAVENTURA - Si mette in proprio e cerca di costruire il raddoppio a cavallo della mezz’ora, ma Terracciano per ben due volte gli strozza in gol l’urlo del gol. Non è però il Bonaventura brillante visto contro l’Atalanta. 6

SUSO - Alla sua centesima partita in rossonero lo spagnolo ha voglia di lasciare il segno. Tenta la conclusione dal limite in chiusura di primo tempo ma Terracciano gli dice no. Nella ripresa, specialmente dopo il pareggio dell’Empoli, ingaggia un duello con il portiere empolese che gli nega il gol con almeno 4 miracoli. Dopo Cragno, ecco Terracciano, che sfortuna Suso. 7

BORINI - Lo stop indecoroso su passaggio filtrante di Calhanoglu in area con cui inaugura la sua prima partita da centravanti titolare del Milan chiarisce sembra ombra di dubbio l’esigenza rossonera: a gennaio sarà indispensabile acquistare una vera punta centrale che possa dare dignitosamente il cambio a Higuain e Cutrone. 5

CHALANOGLU - Conferma le sensazioni negative già avute contro l’Atalanta. Non incide mai e sbaglia anche le cose più semplici, come quel controllo al 52’ che avrebbe potuto consentirgli di presentarsi solo di fronte al portiere. 4,5

CASTILLEJO - s.v.

BAKAYOKO - s.v.

CUTRONE - s.v.

GATTUSO - La mancanza di Higuain si sente, eccome se si sente. In vari momenti del match, il Milan domina letteralmente la scena ma davanti alla porta avversaria finisce per diventare lezioso. La concretezza del Pipita è tutt’altra cosa. Al di là del cinismo, ancora una volta la trasferta di Empoli di regala la fotografia del Milan attuale: bello dalla cintola in su (ben 5 tiri nello specchio della porta avversaria solo nel primo tempo), tremebondo e preoccupante in fase difensiva. E infatti nella ripresa arriva puntuale l’inevitabile sciocchezza che regala il pareggio agli avversari. Una volta può essere un caso, due una spiacevole coincidenza, ma adesso i black out rossoneri iniziano a diventare un’inquietante consuetudine e non possono non essere addebitati all'allenatore. 5