20 ottobre 2019
Aggiornato 05:30

Milan-Atalanta: il piccolo grande tradimento

Il 2-2 contro i bergamaschi non è andato giù al popolo rossonero, soprattutto per la scellerata gestione finale del vantaggio

Suso, fantasista spagnolo del Milan
Suso, fantasista spagnolo del Milan ANSA

MILANO - Non è bastato un Gonzalo Higuain monumentale, nè un Gianluigi Donnarumma in formato mondiale e neanche gli ispirati Ricardo Rodriguez e Giacomo Bonaventura, perchè il Milan contro l'Atalanta ha raccolto il secondo pareggio consecutivo ed una rimonta a ridosso del 90' che sa tanto di beffa, un po' per la classifica e un po' come si era messa la partita dopo un primo tempo letteralmente dominata dalla formazione di Gennaro Gattuso che aveva annichilito quella di Gian Piero Gasperini che peraltro in panchina non c'era per squalifica, sostituito dal suo vice Tullio Gritti. Un 2-2 che fa male al Milan, soprattutto al Milan visto per buona parte della gara: concentrato, arrembante, pericoloso in attacco ed attento in difesa, il tutto sciupato con un finale gestito in maniera pessima.

Errori

Tanto per cominciare, i rossoneri hanno smesso di palleggiare e congelare la partita nell'ultimo quarto d'ora, permettendo all'Atalanta di guadagnare metri, campo e coraggio. Logico che, fra vari batti e ribatti, una volta Rodriguez salvi sulla linea a portiere battuto e un'altra Rigoni azzecchi sottomisura la zampata del pareggio dopo l'ennesima prodezza di Donnarumma. Il tutto, poi, anche perchè Suso, uno dei migliori in campo, ha tradito la squadra sul più bello sbagliando completamente il contropiede che proprio in zona Cesarini avrebbe consentito a Higuain di ritrovarsi solo davanti a Gollini e, con ogni probabilità, chiudere la partita su un 3-1 che non è invece mai arrivato. Lo spagnolo, dopo una prestazione magistrale condita da due assist vincenti, è mancato proprio nel momento più delicato, peccando di lucidità ed egoismo quando era ora di allontanare l'avversario rimettendolo a due gol di distanza. Un errore che è costato la vittoria, anche se ovviamente non si può imputare nulla di personale al fantasista iberico che, va ribadito, è stato fra i migliori in campo, ma che con una maggior freddezza avrebbe potuto non sbagliare l'acuto finale, perchè la qualificazione in Coppa dei Campioni può correre su un filo sottilissimo e 1 o 3 punti possono fare la differenza.