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Diritti tv: arriva la svolta improvvisa

Ancora incerto il futuro che attende gli italiani circa la trasmissione delle gare di serie A per i prossimi tre campionati

Dove saranno visibili le partite della serie A nel prossimo triennio?
Dove saranno visibili le partite della serie A nel prossimo triennio? (ANSA)

ROMA - L'accordo per il governo forse è ad una svolta, quello per i diritti tv delle prossime tre stagioni di serie A è incerto quasi allo stesso modo. In Italia, insomma, niente sembra deciso e il popolo sta lì ad aspettare la soluzione. Per quanto riguarda il calcio, la decisione del Tribunale di Milano di revocare il bando dei diritti tv già vinto dall'intermediario spagnolo Mediapro ha rimescolato le carte nel turbinio di offerte e controfferte che non ha ancora assegnato la trasmissione delle partite per il triennio 2018-2021. Nella nota del tribunale si legge che "il bando va annullato poichè non correttamente formulato e poichè violava i principi dell'antitrust", ovvero ciò che confutava Sky alla proposta del gruppo spagnolo.

Scenari e rischi

Proprio Sky, ora, appare in netto vantaggio per l'assegnazione dei diritti dopo il nuovo bando che andrà riscritto, nonostante il ricorso annunciato da Mediapro che non ci sta a mollare tutto così facilmente. La tv satellitare ha già fatto sapere ufficialmente che procederà con una nuova ed importante offerta nel tentativo di aggiudicarsi il 100% della partite di serie A dopo aver già riacquisito la Coppa dei Campioni e mantenuto la Coppa Uefa, oltre all'esclusiva sui motori (Formula 1 e Motociclismo). Mediaset si è tagliata fuori da sola con una proposta bassissima che certamente non alzerà, mentre difficile appare la vendita al canale privato della Lega Calcio; Sky sembra dunque in netto vantaggio, si dimostra sicura e tranquilla per potenzialità economiche, oltre a vantare l'appoggio delle società di serie A, un particolare non da poco in questo caso. L'unica incertezza all'orizzonte, semmai, è di natura temporale: il tempo scorre, le scadenze da rispettare incombono e il rischio è che il campionato parta con le prime due giornate (19 e 26 agosto) senza copertura televisiva e con il romantico rito dell'ascolto delle partite alla radio. Quasi impossibile da credere e, probabilmente, anche da realizzare, c'è da scommetterci; eppure, il tempo stringe e i diritti tv sono ancora tutti da assegnare, un po' come il governo attende il suo mandato a oltre due mesi dalle elezioni. L'Italia, in fondo, è anche questa.