21 ottobre 2018
Aggiornato 03:30

Donnarumma-Milan: alle porte due scenari altrettanto pericolosi

I disastri del portiere rossonero nella finale di Coppa Italia aprono due strade opposte ma ugualmente negative per il club milanista
Gianluigi Donnarumma, portiere del Milan
Gianluigi Donnarumma, portiere del Milan (ANSA)

MILANO - La finale di Coppa Italia fra Juventus e Milan ha non soltanto sconfortato i rossoneri, usciti col morale sotto i tacchi dopo lo 0-4 patito contro gli uomini di Massimiliano Allegri, ma ha ulteriormente allargato la crepa fra l'ambiente milanista e Gianluigi Donnarumma, portiere che ha sul groppone due dei quattro gol juventini, regalati a Douglas Costa prima e a Benatia poi. L'estremo difensore campano, al termine della gara, è apparso mortificato e demoralizzato: i suoi compagni, capitan Bonucci in testa, sono andati sotto la curva a ringraziare i sostenitori e proprio l'ex juventino, arrivato fino alle cancellate dello stadio, ha invitato più volte il portiere a raggiungerlo per manifestare più chiaramente le sue scuse, ma Donnarumma si è limitato ad alzare le braccia in segno di discolpa rimanendo sulla soglia dei cartelloni pubblicitari a fondocampo. In curva e nei distinti, intanto, i commenti si susseguivano: qualcuno urlava "ogni papera un milione più", qualcun altro invitava Real Madrid e Paris Saint Germain a fare in fretta nell'acquisto di un portiere che ormai non è più nel cuore di gran parte dei tifosi rossoneri che provano un astio evidente verso il diciannovenne di Castellammare di Stabia, avvertendo quasi gusto ad ogni suo errore.

Chi lo compra?
Donnarumma e il popolo rossonero si stanno progressivamente allontanando, del resto anche la dirigenza potrebbe aver bisogno di sacrificare il portiere, mentre Mino Raiola, procuratore del ragazzo, non aspetta altro che un segnale dalla società milanese per imbastire la trattativa giusta per portarlo via da Milano. Ma gli scenari che si aprono ora dinanzi al Milan sono due ed entrambi allarmanti: il primo è quello della spaccatura totale con relativa cessione che priverebbe i rossoneri di uno dei portieri migliori del mondo per i prossimi 15 anni almeno; troppo facile dire oggi che Donnarumma non valga niente dopo le papere in Coppa Italia, già nessuno ricorda più, ad esempio, del miracolo su Milik al 92' di Milan-Napoli, un punto che a fine campionato potrebbe risultare decisivo nella corsa al sesto posto. La seconda possibilità sarebbe quella di una permanenza del portiere a Milanello, o per mancanza di offerte dall'estero o per proposte insufficienti a quei 60 milioni di euro che sono la cifra minima richiesta da Marco Fassone per lasciar partire Donnarumma. Ecco, cosa accadrebbe se Donnarumma dovesse restare al Milan con una spaccatura così netta fra i tifosi? Accadrebbe che a fasi alterne il portiere vivrebbe situazioni tranquille o gratificanti in caso di prestazioni positive e cori, insulti ed inviti a fare le valigie in caso di errori, di certo non il massimo per proseguire il percorso di crescita di cui un calciatore comunque ancora neanche ventenne necessita. Comunque vada sarà un rischio, insomma.