31 marzo 2020
Aggiornato 09:30
Calcio

Milan: il 4-4-2 di Gattuso per ora va in soffitta

Il tecnico rossonero ha provato sabato col Benevento a dare una svolta tattica ai suoi, ma i risultati sono stati talmente scadenti che l'operazione non avrà seguito nell'immediato

Gennaro Gattuso, allenatore del Milan
Gennaro Gattuso, allenatore del Milan ANSA

MILANO - Dalla sua assunzione come tecnico del Milan lo scorso 27 novembre, Gennaro Gattuso ha certamente fatto respirara aria nuova a Milanello dopo i disastrosi risultati di inizio stagione e il fallimento della seconda parte dell'era Montella, l'allenatore che bene aveva fatto lo scorso anno riportando i rossoneri in Europa tre anni dopo l'ultima volta, ma che si era smarrito in equivoci tattici e fisici nel primo scorcio dell'attuale annata. Rivitalizzata la squadra dal punto di vista fisico e mentale, Gattuso ha iniziato subito a lavorare anche sull'aspetto tattico, bocciando la difesa a 3 voluta dal suo predecessore e ridisegnando il Milan con quel 4-3-3 che tanto aveva reso l'anno passato.

Nuove idee

Ma Gattuso, sin dal principio, ha ritenuto tale schieramento tattico ottimo sul momento ma rivedibile, un po' per scelta personale e un po' perchè andava a sacrificare due dei tre centravanti presenti in rosa. Il 4-4-2 è stato il pensiero fisso del tecnico calabrese che ha provato lentamente a proporlo di tanto in tanto, magari a partita in corso come accaduto a Genova quando i rossoneri hanno vinto la partita col Genoa al 94' proprio grazie al neo entrato André Silva. E il 4-4-2 sarà con ogni probabilità il modulo del Milan del prossimo anno, specialmente se Suso dovesse essere ceduto e l'esigenza tattica non fosse più quella di ritagliare lo spazio perfetto voluto dall'estroso spagnolo; ma l'esperimento difficilmente sarà riproposto nelle ultime 4 giornate dell'attuale campionato e, tanto meno nella finale di Coppa Italia contro la Juventus, perchè il modulo schierato da Gattuso sabato nell'orripilante uscita contro il Benevento fanalino di coda e corsaro a San Siro è apparso ancora acerbo per questi calciatori, risultati spaesati, inconcludenti, confusionari e con poche idee in testa.

Equivoci

Bonaventura non sapeva se fare il laterale o buttarsi negli spazi, ha tentato un paio di volte la conclusione accentrandosi dalla sinistra ma tirando puntualmente addosso al portiere. Idem per gli altri centrocampisti ed anche Cutrone, schierato come seconda punta a supporto di André Silva, è sembrato un pesce fuor d'acqua, volenteroso e grintoso come al solito ma a conti fatti sterile ed inoffensivo. Il disastro è stato talmente evidente che Gattuso è tornato sui propri passi già prima dell'intervallo, poi ha gettato nella mischia Suso, la squadra si è sistemata nuovamente col consueto schieramento e, pur non inventando niente di buono, si è rivelata quantomeno ordinata e in grado di combinare qualcosa di vagamente costruttivo. Nelle difficoltà di un finale di stagione più duro e complesso del previsto, Gattuso non sembra potersi permettere uno stravolgimento tattico così improvviso, al Milan serve vincere le 4 gare di campionato che restano per tornare al sesto posto, oltre a fare il possibile nella finale di coppa, ed evitare un'altra estate piena zeppa di turni preliminari come quella passata. Per passare alla nuova vita tattica, ci sarà tempo e modo a partire dal prossimo ritiro di luglio.

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