30 ottobre 2020
Aggiornato 05:30
Calcio

Milan: Gattuso e Mirabelli chiedono scusa, ma qualcosa non torna

La clamorosa sconfitta di sabato contro il Benevento ha lasciato il segno nell'ambiente milanista che deve ora ricostruirsi

MILANO - Tutto buttato in un mese, anche meno: il Milan brillante, solido, ben impostato e grintoso ha lasciato il posto ad una squadra fiacca, poco lucida e senza alcuna idea tattica, perdendo due delle ultime sei partite (curiosamente contro la prima e l'ultima della classe), pareggiando le altre quattro, chiudendo nel cassetto il sogno quarto posto e mettendo ora a forte rischio anche il sesto che sembrava blindato. La sconfitta di sabato sera a San Siro contro il Benevento (per numeri e classifica la peggior squadra della storia della serie A, come il Pescara dell'anno scorso, peggio del Lecce 1993-94 e dell'Ancona 2003-04) è stata imbarazzante: i rossoneri non hanno concretizzato nulla, buttando palloni a casaccio in avanti senza costruzione, senza rabbia e senza voglia, una squadra abulica che avrebbe potuto giocare altri due giorni senza cavare un ragno dal buco. I campani hanno fatto la loro figura, cogliendo la prima vittoria esterna della loro breve e probabilmente irripetibile avventura in massima serie,ed hano ottenuto 4 punti in due partite contro il Milan, vale a dire il 25% di quelli conquistati in totale. Complimenti a Gattuso e ai suoi calciatori per l'impresa.

Giustificazioni

Il tecnico calabrese si è scusato nel dopo partita, parlando di voglia che non c'è, di cattiveria, asserendo che lui le difficoltà della gara col Benevento le aveva annusate da lontano, ma che i suoi non le hanno comprese. Poi si è assunto colpe e responsabilità della figuraccia epocale, ma qualcosa non torna proprio: se aveva colto le insidie della sfida contro il fanalino di coda del campionato, retrocesso praticamente dalla prima giornata, doveva inculcarle nella testa dei suoi calciatori e non prendersi le colpe dopo; se invece lo ha fatto ed i giocatori non l'hanno capito, le responsabilità sono le loro. Stesso discorso per il direttore sportivo Mirabelli che ha parlato di stanchezza fisica, ma che è tornato sulla questione legata alla voglia; se il Milan, una volta capito di non poter raggiungere il quarto posto, ha staccato la spina credendo che il sesto fosse comunque al sicuro e puntando tutto sulla finale di Coppa Italia, rischia ora di non riuscire più a riattaccare la corrente, andando incontro al pericolo di perdere la finale (che del resto è contro la Juve e non contro gli ultimi dei fessacchiotti) e di essere scavalcata dalle rivali per la Coppa Uefa, rimanendo clamorosamente fuori dall'Europa dopo un inverno scintillante e pieno di fiducia ed ambizioni. Ancora 4 partite per non rendere tutto questo inutile.