20 maggio 2019
Aggiornato 03:30

Milan: Bonaventura fa mea culpa: «Ecco perchè non sto giocando bene»

La partita contro il Sassuolo ha confermato il momento difficile di Jack che ammette di vivere il suo peggior momento da quando è al Milan. Ma spiega anche qual è la ragione…

Gattuso prova a caricare Jack Bonaventura
Gattuso prova a caricare Jack Bonaventura ( ANSA )

MILANO - «Credo sia il momento più difficile da quando sono al Milan, ma continuerò a lavorare per ritornare ai miei livelli». Se c’è una cosa che a Giacomo Bonaventura non fa difetto è l’onesta intellettuale. L’ex atalantino è una persona troppo intelligente per non capire che arrivati a questo punto è impossibile nascondersi dietro le frasi di circostanza (tipo quelle espresse alla vigilia di Milan-Sassuolo da Gennaro Gattuso che ha difeso correttamente e a spada tratta il suo giocatore), è arrivato il momento della consapevolezza, dell’ammissione di colpa e possibilmente della ricerca di una soluzione. Presentatosi ai microfoni dopo il deludente pareggio contro i neroverdi emiliani, Jack non ha negato quello che ormai è sotto gli occhi di tutti: Bonaventura sembra essersi smarrito.

Periodo no
«In realtà vorrei fare di più, ma sono due o tre partite che non riesco a dare quello che ho sempre dato». Per entrare più nello specifico e per correggere il centrocampista rossonero, forse sono almeno 5-6 le partite nelle quali Jack si è ormai stabilizzato sul 4,5 fisso in pagella. E non è nemmeno un problema di condizione generale della squadra perchè oggettivamente il Milan adesso sembra arrancare, ma l’ex atalantino gioca male da un bel po’, anche quando i suoi compagni sembravano correre ad una velocità doppia rispetto alla sua.

Autocritica
Tra le tante qualità che riconosciamo a Bonaventura è il senso dell’autocritica e quindi ci fidiamo di lui quando prova a spiegare le ragioni della sua involuzione: «Credo di aver ricevuto qualche critica di troppo negli ultimi tempi, qualche critica che secondo me è stata anche ingiusta, visto che nelle ultime stagioni abbiamo cambiato 4 allenatori, ho giocato in tantissimi ruoli e abbiamo sempre cambiato sistema di gioco e non abbiamo mai potuto contare sul concetto di continuità. Adesso il mister ha messo a posto le cose e sta dando grande convinzione a tutti. Ci sta che io non sia brillantissimo, ma non mollo».