26 agosto 2019
Aggiornato 07:30

Milan-Arsenal: non solo i quarti di Europa League in palio per i rossoneri

A poche ore dal big match tra Milan e Arsenal cresce l’attesa. Per i rossoneri c’è qualcosa di più importante della qualificazione ai quarti di Europa League: il prestigio internazionale da riconquistare.

Un momento di gioia della squadra rossonera
Un momento di gioia della squadra rossonera ANSA

MILANO - Poche chiacchiere, l’Arsenal è una signora squadra. Nel mondo del calcio si vive di estremi, ormai è risaputo, così quella che ad inizio stagione era data come favorita assoluta per la vittoria dell’Europa League (quotata dai bookmakers al pari del Milan) adesso viene etichettata come una sorta di armata Brancaleone, atterrata a Milano giusto giusto per essere cancellata dal panorama calcistico continentale. Non di meno dei suoi pur illustri protagonisti in campo, indicati da opinionisti, addetti ai lavori e tifosi rossoneri come dead men walking, pronti per essere giustiziati sul prato verde illuminato nella fredda notte milanese. Una sorta di liturgia pagana invocata dai 70.000 di San Siro che tutti ci auguriamo di poter festeggiare, ma che leggendo i nomi degli undici che scenderanno in campo con la maglia dei Gunners potrebbe non essere così scontata.

Squadra in crisi
È tutto vero quello che si legge in giro: che l’Arsenal arriva da 4 sconfitte consecutive, 5 nelle ultime 6 e 5 nelle ultime 8; che nella finestra del mercato invernale ha perso quasi la metà del bottino di reti finora realizzate in Europa (Sanchez, Giroud e Walcott, 8 reti sulle 18 totali segnate dai Gunners), peraltro rimpiazzati da un Aubameyang non eleggibile in Coppa; che le ultime due sconfitte per 3-0 contro il Manchester City hanno certificato una fragilità psicologica che deflagra in tutta la sua virulenza non appena la squadra prende gol. 

Nomi prestigiosi
Ma poi c’è l’altra faccia della medaglia. Quella che prende forma quando si legge la formazione della squadra che scenderà in campo questa sera a San Siro. Penalizzata da assenze importanti quali appunto Aubameyang, ma anche dagli infortunati Lacazette, Monreal e Bellerin, ma anche impreziosita da uomini dal talento purissimo e indiscusso. Ospina tra i pali, come abitualmente accade in coppa; Bellerin, Mustafi, Koscielny e Kolasinac a formare la linea difensiva; Ramsey, Xhaka e Wilshere per un centrocampo di forza fisica, sostanza e qualità; e per finire il trio d’attacco guidato da un non troppo prolifico centravanti, Danny Boy Welbeck, ma ispirato da due autentici geni della fantasia e dell’ingegno calcistico quali Mkhitaryan e soprattutto Mesut Ozil.

Duplice obiettivo
Da che mondo è mondo certe partite non vengono vinte calando le figurine più prestigiose al centro del campo, ma è indubbio che di fronte a certi talenti occorre fare attenzione. Il prestigio europeo in palio in questa sfida, quella polverina magica che ti avvolge in un’aura di invincibilità, che ti rende temuto e invidiato, che fa pregare gli avversari di non incontrarti sul loro cammino, conta per il Milan forse anche di più di un quarto di finale di Europa League da conquistare.