23 settembre 2018
Aggiornato 08:30

La Mercedes resta nel mirino della Federazione

Dal nuovo caso della fornitura di motori meno performanti ai clienti, fino al vecchio dell'olio bruciato con la benzina: la casa di Stoccarda al centro dei sospetti
La Mercedes di Valtteri Bottas nei box di Barcellona durante i test
La Mercedes di Valtteri Bottas nei box di Barcellona durante i test (Mercedes)

ROMA – La Mercedes finisce di nuovo nel mirino della Federazione internazionale dell'automobile. Anche quest'inverno i giudici sportivi si sono visti costretti a dare una stretta alle regole, stavolta a proposito delle forniture di motori. La direttiva incriminata risale a gennaio, e prevede un giro di vite sulla norma che già imponeva a tutte le case di dotare di propulsori assolutamente identici sia la loro squadra ufficiale che tutti gli eventuali team satellite. Secondo la precisazione della Fia, questo riguarda non solo le parti meccaniche, ma anche il software elettronico, le condizioni operative e finanche le specifiche della benzina e del lubrificante. Insomma, niente favoritismi, ma assoluta parità di trattamento.

La nuova storia...
Ma qual è il costruttore sospettato di fare il furbetto con i suoi clienti? Stando alle indiscrezioni circolate tra i ben informati del paddock, non sarebbe né la Renault né la Ferrari, bensì la Mercedes. Il team principal della Red Bull, Christian Horner, si è infatti lasciato sfuggire la sibillina frase: «Chiedete a Claire Williams», puntando il dito sulla sua collega dell'omonima squadra inglese, i cui motori sono appunto forniti dalla casa di Stoccarda. Dunque è lei ad aver tenuto per sé le versioni migliori del propulsore? Il boss Toto Wolff smentisce seccamente questa eventualità: «Non credo che a spingere per l'intervento federale sia stato nessuno dei nostri clienti – ha dichiarato ai microfoni del sito specializzato internazionale Motorsport – Non ci riguarda, perché esiste già da un po' la regola che prevede che si debba fornire ai propri clienti lo stesso hardware e software per il motore, e noi l'abbiamo sempre rispettata. Il modello che usiamo noi e i nostri clienti è identico, non c'è mai stata nessuna differenza, nemmeno nella durata. Per questo non abbiamo problemi al riguardo: potete avere qualsiasi sospetto, ma non avrà alcuna conseguenza per noi. Anzi, siamo convinti che condividere le stesse messe a punto e calibrazioni del motore per sei vetture ci faccia imparare di più rispetto ad usare specifiche diverse tra il team ufficiale e quelli satellite».

...e la vecchia
E poi, a proposito di motori, resta sempre aperto anche il caso scoppiato l'anno scorso a proposito dell'olio bruciato insieme alla benzina per aumentare le prestazioni. La pratica di utilizzare un lubrificante «dopato» con speciali additivi chimici per spingere al massimo la potenza sarebbe stata il segreto delle super qualifiche delle Frecce d'argento: almeno secondo i federali, che a metà della passata stagione si sono mossi per impedirla. Fatta la legge, l'importante però è che non si sia trovato subito l'inganno per aggirarla. Per evitare ulteriori trucchetti si sta dunque muovendo la Renault: «Si è fatto molto per tappare queste falle, ma continueremo a collaborare con la Federazione per essere sicuri che abbiano gli strumenti per tenerle sotto controllo a dovere – avverte il team principal Cyril Abiteboul al quotidiano danese Ekstra Bladet – Non bastano buone regole se poi non si riesce a farle rispettare. Ora sono sicuro che il regolamento sia chiaro, non ancora che la Fia abbia la capacità di monitorarlo». Insomma, la Mercedes continua ad essere l'osservata speciale, e non solo per i suoi risultati...