Il marchio Milan tira sempre: c’è un nuovo investitore russo

Non perdono di intensità le voci ricorrenti su potentissimi gruppi imprenditoriali interessati al Milan. Dopo gli arabi di Dubai, ecco il magnate uzbeko-russo Alisher Usmanov.
Yonghong Li e Marco Fassone
Yonghong Li e Marco Fassone (ANSA)

MILANO - Per il Milan è tempo di coppe, ma Marco Fassone, volato con la squadra a Razgrad, in Bulgaria, dove i rossoneri affrontano il Ludogorets per l’andata dei sedicesimi di finale di Europa League, ha in questo momento ben altro per la testa. Sono sempre frenetici i contatti per cercare di rifinanziare il debito contratto con Elliott al momento del closing, un carico pesante di 303 milioni di euro più interessi, per un totale di oltre 380 milioni, da restituire al fondo americano entro ottobre. L’obiettivo nemmeno troppo nascosto della nuova proprietà cinese è quello di trovare nuovi finanziatori, disposti a dilatare il tempi di restituzione di quanto prestato e consentire al Milan di rifiatare e crescere con calma. 

Merryll Linch al lavoro
Dopo il fallimento della trattativa con Highbridge, adesso Marco Fassone ha incaricato Merryll Linch di trovare nuovi investitori per rifinanziare il debito con Elliott in tempo utile, altrimenti il club passerà in mani americane, probabilmente per essere rivenduto nuovamente al miglior offerente. 
Non perdono d’intensità però le voci secondo cui ci sarebbero alcuni grossi e potenti acquirenti pronti a mettere da subito le mani sull’Ac Milan. Secondo il quotidiano La Repubblica, che caldeggia da tempo una pista araba, per quanto dall’identità ancora non ben identificata, da oggi ci sarebbe anche una cordata russa interessata ad acquistare il club di via Aldo Rossi.

Arabi e russi
Secondo il quotidiano capitolino, oltre al gruppo imprenditoriale di Dubai che avrebbe pronto circa mezzo miliardo da versare per rilevare l’intero pacchetto azionario del club, c’è da registrare la manifestazione di interesse di una cordata russa collegata ad Alisher Usmanov, magnate della plastica, del ferro e poi di mille altri settori e perfino azionista dell’Arsenal. L’uomo d’affari uzbeko-russo, ricchissimo (ha un patrimonio da 12,9 miliardi di dollari secondo i dati Forbes), rappresenterebbe l’ideale trait d’union con le tante chiacchiere, ormai di qualche tempo fa, secondo cui Silvio Berlusconi avrebbe contattato a più riprese il suo amico Vladimir Putin perchè si attivasse per trovare qualche munifico acquirente per il suo Milan. Alla fine la Fininvest ha venduto al misterioso Yonghong Li, resta da vedere per quanto tempo la società rossonera resterà sua.