Sport | Calcio

I tre motivi per cui Dzeko non è andato al Chelsea

La trattativa fra la Roma ed i londinesi è naufragata ed il centravanti bosniaco resterà in giallorosso almeno sino a fine stagione

Edin Dzeko, centravanti della Roma e della nazionale bosniaca
Edin Dzeko, centravanti della Roma e della nazionale bosniaca (ANSA)

ROMA - Tanto rumore per nulla, è veramente il caso di dirlo parlando della lunga, laboriosa e alla fine inutile trattativa fra la Roma ed il Chelsea per il passaggio di Edin Dzeko dall'Italia all'Inghilterra. Inutile perchè alla fine l'attaccante bosniaco è stato tolto dal mercato e chiuderà la stagione in giallorosso per la gioia di un sempre più sconsolato Eusebio Di Francesco e della tifoseria romanista, rimasta attonita di fronte alla facilità con cui la società capitolina si era affrettata ad impacchettare la punta slava, pur sempre il miglior cannoniere della squadra. Sembrava tutto fatto, con la Roma pronta ad incassare oltre 50 milioni per liberare Dzeko ed Emerson Palmieri, entrambi destinati a rimpolpare il Chelsea di Antonio Conte.

Mancanze e dubbi

Ed invece a Londra vola solamente il terzino brasiliano, convinto di farsi il viaggio in aereo assieme al compagno bosniaco e che invece sorvolerà la Manica guardando fuori dal finestrino senza parlare con nessuno, perchè Dzeko e il Chelsea si sono sfiorati senza però mai toccarsi. Ma perchè alla fine è saltato un affare che pareva ormai prossimo e con le semplici firme da porre a sigillo di contratti? Fondamentalmte i motivi sono tre: il primo è economico e riguarda la richiesta della Roma (50 milioni al rialzo), ritenuta sin dal principio troppo onerosa dagli inglesi e mai abbassata dai giallorossi. "Questo è il prezzo, o così o niente", hanno ribadito i dirigenti romanisti, atteggiamento che a lungo andare ha fatto desistere quelli del Chelsea. Le altre due motivazioni riguardano invece i dubbi di Dzeko, per il quale i Blues avrebbero sì offerto un contratto migliore rispetto a quello con la Roma, ma di minor durata (un solo anno per 7 milioni di euro al calciatore), lasciando il bosniaco col timore di ritrovarsi senza squadra a quasi 34 anni e con la sola possibilità di andare in un campionato di bassa lega come la Cina o i paesi arabi.

Chi è l'allenatore?

E poi c'è la questione legata al tecnico: Dzeko era fortemente voluto da Antonio Conte che gli ha telefonato personalmente per garantirgli fiducia, nonostante ci fosse già Morata in squadra; già, Conte può promettere ciò che vuole oggi che è ancora alla guida del Chelsea, ma cosa accadrà fra 4 mesi quando il tecnico pugliese con ogni probabilità saluterà l'Inghilterra? Cosa accadrà, anzi, sarebbe accaduto se il nuovo allenatore dei londinesi avesse messo l'ex attaccante del Manchester City fuori dal progetto tecnico? Perplessità che hanno frenato Dzeko, mai convinto fino in fondo di accettare la cessione a metà stagione; la Roma si ritrova ora con un centravanti ritrovato che pensava di aver ormai perso, mentre Conte proseguirà a lavorare con ciò che ha, sempre più sfiduciato e sempre meno eccitato dall'idea di continuare a lavorare per Abramovic, col desiderio sempre più insistente di tornare a lavorare in Italia. Milan e Nazionale restano spettatori assai interessati.