20 novembre 2019
Aggiornato 02:30

Uefa, settlement agreement: ecco le possibili sanzioni al Milan

Bocciato il piano di voluntary presentato da Fassone, si studiano le possibili punizioni applicate al Milan in sede di settlement agreement. Ma c’è una speranza

Un'immagine della sede del Milan
Un'immagine della sede del Milan ANSA

MILANO - Non che ci fossero grandi speranze, visto quanto ha iniziato a trapelare da Nyon fin dai primi giorni susseguenti all’incontro tra Marco Fassone e i vertici del Financial Body dell’Uefa sulla concessione del voluntary agreement al Milan, ma forse un pochino l’ad rossonero ci credeva per davvero. Ci credeva, appunto, perchè il castello di carte messo su dalla dirigenza rossonera è crollato impietosamente sotto la spada infuocata - e le richieste inaccettabili (sempre secondo Fassone) - della commisione guidata dall'ex primo primo ministro Yves Leterme.
Com’è come non è al Milan è arrivato il momento di voltare pagina e di guardare a quelli che potrebbero essere gli effetti delle sanzioni che verranno comminate al club di via Aldo Rossi dalla UEFA in sede di Settlement Agreement. 

Come l’Inter
Sull’argomento ha provato a fare chiarezza l’esperto giornalista economico del Sole 24 Ore Marco Bellinazzo nella sua rubrica su goal.com: «Il Milan la prossima primavera porterà in esame i bilanci 2015, 2016 e 2017 che mostrano un rosso complessivo di 250 milioni rispetto a un limite consentito sceso nel frattempo a 30 milioni. Quali sanzioni potranno allora aspettarsi ragionevolmente i rossoneri? Non si dovrebbe andare molto lontano da quelle applicate ai «cugini» interisti. Come ha sottolineato in una intervista alla Gazzetta dello Sport il professor Umberto Lago, già vicepresidente della Camera investigativa del Club Financial Control Body, l’organo che in questi mesi ha bocciato il dossier Milan di cui Lago è stato invece consulente, il set di sanzioni dovrebbe prevedere: una multa fra i 5 e i 10 milioni, più altri 15 condizionati al raggiungimento dei risultati, limiti al mercato, tetto agli stipendi e rosa ristretta in Europa».

La speranza del Milan
Ma non è finita, perchè sempre secondo Bellinazzo, qualche dubbio sul Milan permane: «Difficile che la Uefa si spinga oltre. Tuttavia, Nyon non è tuttora convinta della solidità patrimoniale della proprietà cinese del Milan. Le due condizioni poste in sede di voluntary  (il rifinanziamento immediato del debito e il deposito di garanzie bancarie da oltre 150 milioni sulle perdite future) difficilmente potranno essere chieste in primavera, in quando assolutamente irrituali in sede di settlement. Non c’è dubbio tuttavia che se il Milan dovesse avere comunque già risolto la pratica trovando un finanziatore alternativo a Elliott Nyon apprezzerebbe molto e potrebbe perciò  imporre sanzioni meno pesanti al club».