27 febbraio 2020
Aggiornato 19:00
Calcio

Milan: il brocco, il molle e il tarantolato

Nell'attacco rossonero spiccano tre personalità distinte che dividono la tifoseria. A Gattuso il difficile compito di districare la matassa

Andrè Silva, prima stagione al Milan
Andrè Silva, prima stagione al Milan ANSA

MILANO - Il Milan acciuffa una vittoria sofferta ma tutto sommato meritata contro un buon Bologna, regalando a Gennaro Gattuso la prima vittoria in serie A e sulla panchina rossonera. La gara contro i felsinei del grande ex Roberto Donadoni è stata complicata ed il Milan non è che abbia offerto una prestazione memorabile ma, rispetto alle ultime uscite, ci ha messo impegno, volontà ed una maggior attenzione che ha limitato gli errori in fase difensiva e reso la squadra pericolosa in attacco, quel reparto tanto criticato e che non trovava il gol al San Siro dalla notte dei tempi e da Milan-Spal di fine settembre, quando peraltro a segnare erano stati un difensore (Rodriguez) e un centrocampista (Kessie), entrambi su rigore.

Profili diversi

Contro il Bologna, Gattuso ha schierato in tempi diversi tutti e tre i centravanti a sua disposizione: è partito con Kalinic, ha messo dentro Cutrone accanto al croato, poi rilevato da Andrè Silva. La prova dell'ex attaccante della Fiorentina è stata meno peggio delle ultime (e ci voleva poco), non fosse altro per la sponda che ha propiziato il primo gol di Bonaventura, ma al momento della sostituzione, lo slavo è stato ancora una volta subissato dai fischi impietosi di un San siro che quella punta proprio non riesce ad amarla, quel lungagnone secco e poco tecnico, apprezzato come una scarpa vecchia ed ormai considerato unanimemente un brocco da mettere sul primo aereo per Zagabria. Affetto tutto riposto per Patrick Cutrone, invece, un tarantolato che sprizza adrenalina e furore ad ogni scatto, è vivo, ambizioso, tenace, magari un po' confusionario, ma è stato in grado di rinvigorire l'intirizzito pubblico milanese; meriterebbe certamente qualche minuto un più il centravanti comasco, se non altro per mettere esperienza nelle gambe e nella testa.

Rilancio

Infine Andrè Silva, cecchino d'Europa ad inizio stagione e via via andato spegnendosi, poco utilizzato in campionato (dove non ha ancora segnato) ed oggi abulico, avulso dalla manovra ed entrato in campo (a Rijeka e col Bologna) con un atteggiamento indolente e sufficiente che, conoscendo Gattuso, difficilmente sarà stato apprezzato. Il portoghese deve svegliarsi perchè il fatto di essere giovane ed al primo anno di serie A non può giustificare un comportamento così poco cattivo; sarà pure il pupillo di Cristiano Ronaldo, ma ad oggi a Milanello si è visto poco o niente di un attaccante dalle indubbie qualità tecniche, ma dalla personalità ancora inespressa. Tre centravanti, tre età diverse e tre ragazzi con differenti caratteri e caratteristiche: al tecnico milanista il compito di farli rendere meglio di come stiano facendo ora, perchè il Milan ha bisogno, tremendamente bisogno, dei gol delle sue punte.