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Milan: i possibili scenari sul futuro di Calhanoglu

Il turco non ha ancora convinto, la società ha speso una cifra ingente per lui e non può permettersi la minus valenza. Ma la conferma del fantasista appare meno scontata del previsto

Hakan Calhanoglu, prima stagione al Milan
Hakan Calhanoglu, prima stagione al Milan (ANSA)

MILANO - Nel clamoroso flop del Milan 2017-2018 sono in pochi a salvarsi, almeno finora. Per il momento ha pagato solo Vincenzo Montella, esonerato all’indomani di Milan-Torino e rimpiazzato in panchina da Gennaro Gattuso che è partito mettendo subito un piede in fallo con l’inopinato pareggio dei rossoneri a Benevento. Fra i calciatori, poi, le sufficienze si contano sulle dita di una mano, mentre a deludere sono stati per ora la maggior parte degli elementi in organico, nonostante la rivoluzione estiva e la dozzina di nuovi acquisti portati a Milanello dalla coppia dirigenziale Mirabelli-Fassone.

In bilico

E tra color che son sospesi c’è sicuramente Hakan Calhanoglu, talentuoso fantasista turco prelevato dal Bayer Leverkusen in estate per oltre 20 milioni, ma apparso nei primi 4 mesi a Milano un pesce fuor d’acqua. Calhanoglu non ha ancora imparato una parola di italiano e in campo stenta più di altri, essendo un calciatore dalle indubbie qualità tecniche ma dalla complicata collocazione in campo; per il momento, infatti, al Milan si è capito solo dove Calhanoglu non possa giocare, ma nessuno ha ancora compreso dove invece possa farlo. Esterno d’attacco nel 4-3-3 o 3-4-3? No, non è adatto. Mezz’ala nei medesimi moduli? Men che meno. Centrocampista centrale? Per carità. Montella ha provato a piazzarlo un po’ ovunque, rimediando dal turco una sola prestazione degna di nota, in Coppa Uefa a Vienna dove Calhanoglu garantì due assist ed una rete nel 5-1 milanista. Gattuso sembra invece non vederlo come titolare, preferendo puntare su calciatori forse più ruvidi ma tatticamente più utili.

Ipotesi

Il futuro dell’ex Bayer Leverkusen si fa così sempre più nebuloso: il Milan ha speso tanto per lui e non vorrebbe cederlo, soprattutto perché oggi non rifarebbe mai la cifra sborsata in estate, motivo per il quale respingerà le offerte che a gennaio arriveranno da Asia e Turchia, ma è chiaro che il prossimo giugno la società rossonera dovrà riflettere assai sul talento ottomano: Fassone e Mirabelli dovranno capire chi sarà l’allenatore del Milan e pianificare la collocazione di un calciatore che rischia fortemente di passare alla storia per essere talento da riflessi filmati ma poco redditizio all’atto pratico.