11 dicembre 2019
Aggiornato 09:00

Honda decolla verso il 2018 (al comando), Ducati ancora no

I campioni del mondo in carica si confermano in testa anche nell'ultima giornata di prove collettive, dedicate già a collaudare la nuova moto. La prossima Desmosedici invece è in ritardo

Marc Marquez prova il prototipo della Honda 2018 a Valencia
Marc Marquez prova il prototipo della Honda 2018 a Valencia Michelin

VALENCIA – La Honda parte in vantaggio, e non solo sul cronometro. Nell'ultima giornata di test collettivi a Valencia, che poi sono stati già i primi della nuova stagione, Marc Marquez blinda immediatamente la testa della classifica, scortato dal fido scudiero Dani Pedrosa in seconda posizione, staccato di quattro decimi. I loro migliori tempi i due li hanno ottenuti ancora con la vecchia moto, per intenderci quella con cui hanno vinto il Mondiale appena domenica scorsa: «Ma con delle modifiche al telaio per renderla simile al nuovo prototipo». La maggior parte della sessione, però, è stata dedicata proprio al collaudo inaugurale del neonato modello 2018: «Siamo riusciti a compiere più giri di ieri, ho un buon passo e un buon feeling e sono soddisfatto – sintetizza il campione del mondo in carica – Il nuovo motore, come previsto, ci dà più potenza, ma soprattutto è stato da subito all'interno dei parametri accettabili di elettronica e di comportamento: è un'ottima base di partenza. Il telaio, invece, ha qualche problema di gioventù e dovremo lavorarci molto per migliorare, ma anche questo rientra nella normalità». Per la casa di Tokyo, quest'anno di lavoro in pista finisce qui: a differenza della maggior parte delle squadre avversarie, infatti, non ha organizzato nessun'altra giornata di test per la prossima settimana, conservandosele tutte per la prossima stagione. «Già oggi abbiamo provato molte novità e raccolto parecchie informazioni – conclude il Cabroncito – Ora sarà importante trovare una strada da seguire in vista della ripresa delle prove a febbraio in Malesia. Vado in vacanza con una buona sensazione».

La Ducati 2018 non c'è ancora
Più ardua del previsto, invece, si sta rivelando la rincorsa della rivale Ducati. È vero che Jorge Lorenzo ha concluso il mercoledì con un quarto tempo a poco più di mezzo secondo da Marc Marquez, ma in compenso la prossima versione della Desmosedici sembra ancora di là da venire. «La Honda ha già provato il nuovo motore e il nuovo telaio e sembra migliorata un po' – analizza Por Fuera – mentre i nostri ingegneri sembrano leggermente in ritardo sulla moto nuova. Oggi abbiamo riprovato le stesse cose di ieri, senza riscontrare nessun vero miglioramento in termini di competitività. E anche quando torneremo in pista, tra pochi giorni a Jerez, non ci sarà tempo per portare nessuna novità particolare». La crescita più significativa, semmai, il maiorchino l'ha compiuta sul fronte del suo personale adattamento alla moto: «Ho scoperto un modo di guidare leggermente diverso e più efficace. Insomma, l'ultimo step che mi mancava per portare al limite la Ducati». E per essere anche lui della partita per il campionato. Quanto al suo compagno di squadra Andrea Dovizioso, che invece quanto a stile di guida non ha certo problemi, visto che il titolo se lo è giocato fino a tre giorni fa, lui ha chiuso la serranda già alle 15: «Avevo le batterie scariche, ho semplicemente portato a termine il programma», chiosa Desmodovi. Ora a correre dovranno pensarci i progettisti.