24 ottobre 2019
Aggiornato 04:30

Torino stufo di Mihajlovic: ecco gli scenari possibili

Spogliatoio spaccato, il serbo rischia di aver perso autorità e potere, Cairo pensa anche al ribaltone, anche se le alternative non convincono pienamente

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Torino
Sinisa Mihajlovic, allenatore del Torino ANSA

TORINO - Aria di burrasca attorno al Torino, reduce dai pareggi mediocri contro Verona e Crotone, dalla sconfitta per 3-0 a Firenze ed ancor prima dalla batosta nel derby (4-0 per la Juve) che ha agito da spartiacque della stagione granata, dalle possibili e lecite ambizioni europee ad un anonimo centro classifica. Il gruppo torinista sembra sfaldato e depresso, ed anche i rapporti con Sinisa Mihajlovic appaiono deteriorati: gli spifferi parlano di calciatori stufi dei metodi del tecnico serbo, troppo duro ed intransigente, troppo rabbioso nella comunicazione con lo spogliatoio. Lo stesso Mihajlovic è apparso in difficoltà, dichiarando dopo Fiorentina-Torino: «Spero di avere il tempo di rimediare», una dichiarazione che denota tutta la confusione e certifica il momento di difficoltà dei granata.

Idee e dubbi
Il presidente Urbano Cairo non è soddisfatto della situazione e sta seriamente pensando ad un ribaltone in panchina, soprattutto se le prossime due sfide contro Cagliari ed Inter dovessero andare male; ma il patron del Torino sembra ancora frenato sul possibile cambio di allenatore, anche perché le alternative a Mihajlovic convincono poco: Mazzarri è un profilo che piace, ma spera ancora in una chiamata dall’Inghilterra o dalla nazionale azzurra se Ventura fallisse l’accesso ai mondiali; Oddo è considerato ancora inesperto, mentre Cosmi e Iachini hanno esperienze di livello più basso rispetto alle ambizioni del Torino. Cairo riflette ed attende Torino-Cagliari: se il risultato e la prestazione saranno convincenti, la fiducia in Mihajlovic sarebbe rinnovata, qualora le cose andassero male ancora una volta, le ore per il serbo sarebbero davvero contate.