24 febbraio 2020
Aggiornato 18:30
Formula 1

Aston Martin vuole la F1... e si prende i tecnici Ferrari

La casa inglese, che aveva già corso nel Mondiale a cavallo tra gli anni '50 e '60, vorrebbe tornarci come motorista quando entrerà in vigore il nuovo regolamento, nel 2021. Intanto si porta avanti facendo shopping di ingegneri a Maranello: avrebbe assunto anche il papà dei propulsori di Schumacher

Il logo Aston Martin sul musetto della Red Bull
Il logo Aston Martin sul musetto della Red Bull Red Bull

ROMA – La Aston Martin ha un sogno: tornare in Formula 1. Il marchio inglese di auto sportive ha corso nel Mondiale con le proprie monoposto a cavallo tra gli anni '50 e '60, e ultimamente ci si è riaffacciata come sponsor della Red Bull, con cui ha progettato anche la supercar Am-Rb 001, partorita dalla penna del genio dell'aerodinamica Adrian Newey. Ma la pazza idea a lungo termine è quella di rientrare come motorista a tutti gli effetti, approfittando del nuovo regolamento per i propulsori che scatterà dal 2021. «Dobbiamo solo capire se una piccola azienda come la Aston potrà permettersi le spese che sopportano grandi colossi come Renault o Mercedes», ha spiegato l'amministratore delegato Andy Palmer al sito specializzato internazionale Motorsport. Intanto, anche la partner Red Bull ha dato il suo primo via libera all'iniziativa: «Siamo assolutamente aperti ad utilizzare i loro motori», ha risposto il team principal Christian Horner.

Dall'Italia all'Inghilterra
Mentre si fa i conti in tasca, intanto la casa inglese ha comunque già dimostrato di fare sul serio, cominciando a preparare il terreno per realizzare una sua power unit da F1. Il primo passo, come è ovvio, è stato quello di ingaggiare tecnici che possono portare una notevole esperienza in questo campo. E dove ha deciso di fare shopping la Aston Martin? Ma dalla Ferrari, naturalmente. «Il personale che ho recentemente reclutato, in arrivo dalla Ferrari, ci dà la capacità tecnica di poter sviluppare un motore da Formula 1 – ha rivelato Palmer – Questi uomini hanno lavorato sia nelle corse che sul prodotto da strada, quindi possiamo contare su un misto interessante di conoscenze». I nomi di questi ingegneri prelevati dal Cavallino rampante circolano solo sottobanco: si parla del telaista Maximilian Szway, fino a gennaio responsabile dell'innovazione a Maranello, e del motorista Joerg Ross. Ma il nome più pesante sarebbe (qui il condizionale è d'obbligo) quello di Luca Marmorini, il papà degli imbattibili V10 rossi dell'era di Michael Schumacher. Con un tecnico così, i motori della Aston Martin potrebbero davvero fare paura...