24 ottobre 2021
Aggiornato 15:30
MotoGP | Gran Premio del Giappone

Valentino Rossi, paurosa caduta: «Mi fa male tutto»

Il Dottore finisce a terra per la seconda volta in due giorni, disarcionato nuovamente dalla sua M1, e solo per miracolo riesce a salvare la gamba già fratturata: «Sono stato molto fortunato». Ma il vero giallo riguarda le gomme Michelin: non sono cambiate, eppure la Yamaha non le digerisce più

Valentino Rossi sulla griglia di partenza del Gran Premio del Giappone
Valentino Rossi sulla griglia di partenza del Gran Premio del Giappone Michelin

MOTEGI«Stavolta è stata una brutta caduta. Anche quella di ieri, ma oggi peggio. Oggi alla curva 7, ieri alla 8: di nuovo un highside». Il Gran Premio di casa, in Giappone, ha indubbiamente messo a dura prova la Yamaha. Ma ancora di più la gamba già fratturata di Valentino Rossi, finito per terra per due volte in due giorni. Domare la sua M1 imbizzarrita per la cronica mancanza di aderenza al posteriore, sulla pista inondata di Motegi, si è rivelata un'impresa impossibile: tanto che durante la gara, alla curva 7, il Dottore è stato nuovamente disarcionato. «Ero dietro ad Espargaro e ho cercato di non arrendermi perché riuscivo a tenere il suo passo – racconta, dolorante, seduto di fronte ai giornalisti in una saletta dell'impianto nipponico – Ma sulla sinistra non avevo aderenza, era come guidare sul ghiaccio. Mentre tenevo il gas aperto in modo costante mi è scivolato il posteriore, molto velocemente. Mi sono reso conto di quello che stava succedendo solo quando già volavo per aria. Sono stato molto fortunato che la gamba sia a posto: mi fa male dappertutto, ma non tanto, perciò va bene così».

Capolinea
Il disperato tentativo di rimonta del fenomeno di Tavullia si è dunque interrotto bruscamente al settimo giro, quando era già riuscito a recuperare tre posizioni portandosi provvisoriamente al nono posto. Ma, stavolta, di rammarico per il potenziale risultato buttato al vento ce n'è veramente poco: prevale semmai il sollievo per aver finalmente concluso un fine settimana che si è trasformato in un autentico calvario. «Ho fatto molta fatica per tutto il weekend – ammette il nove volte iridato – Non abbiamo mai avuto aderenza, specialmente al posteriore. E dobbiamo capire perché. L'accoppiamento tra la nostra moto e la gomma posteriore ci dà molti problemi, in tutte le condizioni, ma specialmente sul bagnato. In questo fine settimana ha fatto sempre molto freddo e abbiamo incontrato tutte le condizioni di pista, con troppa acqua, con poca acqua, ma abbiamo sempre faticato».

Rebus gomme
Tra l'ultimo modello della casa dei Diapason e gli pneumatici Michelin, insomma, non è mai scoppiato l'amore. Al contrario, si è trattato di una relazione tormentata fin dall'inizio, e non bastano le rassicurazioni del fornitore francese secondo cui le coperture non sono cambiate rispetto a dodici mesi fa. «Non riesco più a capire quando parlo con la Michelin – confessa il numero 46 – Quando guido la moto ho un feeling diverso, come se la gomma fosse più morbida, ma questa è una mia idea. Se loro dicono che la mescola non è cambiata, allora è cambiata la moto. E comunque sulla Honda e sulla Ducati questo pneumatico funziona, quindi il problema è nostro». Un guaio tutto in casa Yamaha, come conferma anche il nono posto finale di Maverick Vinales, che equivale ad un sostanziale bacio di addio alle residue speranze di titolo iridato. I tecnici di Iwata dovranno correre ai ripari al più presto, perché a questo punto non si rischia più soltanto una serie di figuracce nelle ultime tre tappe della stagione: in gioco, qui, c'è già anche la competitività nel prossimo Mondiale.