Calcio | Europa League

Rivoluzione Milan: Montella cambia tutto

Giovedì sera a Vienna, per l’esordio in Europa League, l’allenatore del Milan annuncia una vera a propria rivoluzione: nel modulo ancor più che negli uomini. Si passa alla difesa a 3, comfort zone del calciatore più forte e carismatico della squadra, Leonardo Bonucci. Anche se con questo assetto rischiano di restare fuori Suso e Bonaventura

La solitudine del mister
La solitudine del mister (ANSA)

MILANO - La fortuna di Vincenzo Montella e di tutto il Milan è che si torna in fretta a giocare. Altrimenti le scorie del pesante scoppolone rimediato all’Olimpico contro la Lazio avrebbero potuto avere ben altre ripercussioni. Così invece già giovedì sera a Vienna, per l'esordio in Europa League, i rossoneri avranno l’opportunità di mettersi alle spalle l’infausto pomeriggio capitolino, fare tesoro di tutte le indicazioni raccolte e voltare definitivamente pagina.
Gli ultimi giorni di allenamento a Milanello raccontano di un Milan pronto ad una sorta di rivoluzione concettuale, già anticipata a parole e perfino con qualche estemporaneo esperimento, ma ancora non ufficialmente sdoganata: il passaggio alla difesa a 3.

Problema di testa
Come un semplice cambiamento di modulo possa cambiare faccia ad una squadra è però di difficile comprensione. La squadra vista sgambettare passivamente al cospetto di una Lazio furente avrebbe preso quattro sonori schiaffi anche con la difesa a 3, la difesa a 8, la difesa a 5, a dimostrazione che se mancano energia, cattiveria agonistica, fiducia nei propri mezzi (senza sconfinare nella presunzione e nell’arroganza), e fame di vittoria, non è uno schema di gioco a fare di un manipolo di calciatori una Squadra con la S maiuscola.   

Stagione decisiva
La speranza è che questo messaggio Montella sia riuscito ad inculcarlo nei suoi ragazzi, perchè quella che è appena iniziata potrebbe essere una stagione fondamentale per l’ultracentenaria storia rossonera. Marco Fassone, neo amministratore delegato del Milan cinese, sta provando in tutti i modi a far capire che senza un approdo alla prossima edizione della Champions League si corre il rischio di un brusco ridimensionamento delle ambizioni. Questo vuol dire un enorme aumento di responsabilità per i calciatori rossoneri, ma soprattutto per Vincenzo Montella, alla sua prima vera esperienza in una squadra potenzialmente vincente.

Comfort zone
Che l’allenatore di Castellammare di Stabia preferisca rintanarsi nella comfort zone del suo giocatore più carismatico, esperto e vincente, naturalmente Leonardo Bonucci, ci può stare. Che però il passaggio alla difesa a 3 possa apparire come la panacea di tutti i mali è un errore da non commettere per nessuna ragione al mondo. Pena il rischio di scendere nuovamente in campo senza energia, cattiveria agonistica, fiducia nei propri mezzi e fame di vittoria, e di conseguenza prendere altri 4 schiaffoni anche con il nuovo modulo.

Giocatori a rischio
Oltre al fatto che è tutto da dimostrare che l’assetto con cui il Milan scenderà in campo a Vienna, un 3-5-2 elastico, possa essere quello più funzionale ad una rosa che in questo modo rischia di confinare nel dimenticatoio alcuni pezzi forti della vecchia guardia. Di sicuro con il nuovo modulo non rischieremo più di vedere Borini tra gli undici titolari, cosa che già di per sè rappresenta un sufficiente motivo di tranquillità per i tifosi rossoneri. Però a Montella spetterà l’ingrato compito di disegnare un ruolo a personaggi dall’indiscutibile valore e spessore tecnico come Suso e Bonaventura, ma anche al nuovo acquisto Calhanoglu, tutti potenziali 
titolari nel 4-3-3, ma pericolosamente in esubero nel 3-5-2.

E Suso?
Le ultime prove tattiche raccontano del tentativo di Montella di trovare una soluzione, come l’impiego dello spagnolo nella linea dei centrocampisti ma anche come attaccante di spalla ad un centravanti titolare. In entrambi i casi comunque, quello che è stato l’elemento decisivo per il Milan in tutta la scorsa stagione ed anche nel primo scorcio di quella attuale, si troverebbe a giocare fuori ruolo, condizione non proprio auspicabile per il talentuoso numero 8 rossonero.
Lungi però dal desiderio di criticare preventivamente le scelte del mister. Magari una soluzione del genere garantirà la necessaria copertura difensiva e una ritrovata pericolosità in zona gol. E allora applaudiremo tutti le scelte di Montella. Per ora non possiamo far altro che guardare incuriositi: il nuovo Milan è pronto a cambiare pelle.