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Montella si confessa: ecco le ragioni del tracollo

All’indomani dell’inattesa disfatta rossonero per mano della brillante Lazio di Simone Inzaghi, mister Montella torna a parlare per cercare di spiegare le ragioni di questo passo falso: «Troppi complimenti ci hanno distratto, ma l’atteggiamento non mi è piaciuto. Possibile il passaggio alla difesa a 3».

Montella ancora sorridente prima della disfatta contro la Lazio
Montella ancora sorridente prima della disfatta contro la Lazio (ANSA)

MILANO - Presentarsi davanti ai microfoni il giorno dopo una disfatta forse è ancora peggio che farlo nell’immediato dopopartita, quando l’adrenalina della partita consente di sottoporsi al fuoco di fila dei critici senza troppa sofferenza. Dopo 24 ore è tutto diverso. C’è stato tutto il tempo per metabolizzare e il confronto con il mondo esterno è ancora più arduo. Vincenzo Montella però non è tipo da lasciarsi intimidire ed infatti la sua confessione ai microfoni di Milan Tv è come al solito onesta e trasparente: «Veniamo da due mesi in cui si è parlato troppo di mercato e dei nostri tantissimi acquisti. Abbiamo anche ricevuto tanti complimenti per questo motivo e la cosa può averci distratto un po’».

La crescita
Un tracollo del genere, come quello subito domenica pomeriggio dal Milan all’Olimpico non può essere spiegato solo con le lodi: «Certo, è stata una brutta sconfitta, abbiamo dormito poco e male. Però credo che si possano trarre degli spunti individuali e crescere come squadra anche da batoste come quella di ieri. E comunque credo che qualcosa di positivo ci sia stato anche contro la Lazio. Analizzandola e rivedendola abbiamo perso meritatamente, ma abbiamo avuto soltanto 15 minuti in cui abbiamo staccato completamente la spina e abbiamo incassato 4 gol tra il primo e il secondo tempo. Questa è stata la nostra più grande mancanza».

Praticità
Il problema è capire cosa è mancato al Milan e come si possono evitare capitomboli fragorosi come quello di ieri: «Certe situazioni si risolvono con il tempo, con il lavoro e con un pizzico di umiltà in più. È mancata un po' di fiducia ed inerzia, aspetti su cui dobbiamo lavorare. Adesso abbiamo capito che il calcio italiano è questo, che bisogna soffrire. E che non sempre si può provare a giocare meglio degli avversari. Conta di più la sostanza. Tra l’altro la squadra ha iniziato la partita con un'autorevolezza impressionante rispetto alla difficoltà della gara. Però ancora manca la capacità di capire il tipo di partita, anche all'interno della stessa gara. Dobbiamo imparare a soffrire e a essere un po' più pratici».

Il cambiamento
Ora si tratta di individuare gli errori che il Milan non può pià permettersi il lusso di compiere: «Quando si perde mi piace analizzare tutto e capire dove posso aver sbagliato o dove avrei potuto dare di più e ieri ci sono stati tanti elementi su cui avrei dovuto fare meglio. Non mi preoccupo tanto dell’aspetto tattico perché non credo molto nel modulo, nell’atteggiamento però dovevo farmi intendere di più. Per quanto riguarda il futuro dovremo imparare ad essere polivalenti, imparare anche a cambiare in corsa. Tra l’altro noi abbiamo già giocato a tre dietro in Europa League. Romagnoli, che è l'unico centrale difensivo mancino dei 6 che abbiamo in rosa, c’era e sicuramente abbiamo già programmato la possibilità di riproporre la difesa con quello schieramento».