24 settembre 2018
Aggiornato 23:00

Hamilton sente il fiato sul collo: «La Ferrari si è avvicinata»

L'assalto dal primo all'ultimo giro che ha subìto domenica scorsa da Sebastian Vettel si fa ancora sentire nella mente del pilota della Mercedes: «Mi aspettavo di avere più vantaggio, invece ho dovuto spingere fino all'ultimo metro. Qui a Monza? Impossibile dire chi sarà davanti»
Lewis Hamilton
Lewis Hamilton (Mercedes)

MONZA – Cerca di concentrarsi sul lato positivo della gara di domenica scorsa a Spa-Francorchamps, Lewis Hamilton. Come sempre, cerca di pensare alla sua vittoria, piuttosto che al miglior passo gara messo in mostra dalla rivale Ferrari. «Di solito quando taglio il traguardo rallento e mi godo i festeggiamenti dei miei meccanici, stavolta ho dovuto arrivare fino in fondo con l'acceleratore ancora in pieno – sorride il campione della Mercedes – Ma superare le avversità con il sorriso sulle labbra è sempre una bella sensazione, che non provavo da tanto tempo. Quella gara mi ha motivato e ispirato».

Sul filo
Nemmeno lui, però, può negare che quel vantaggio sul quale la sua Freccia d'argento si aspettava di contare sulle piste veloci sia quasi del tutto evaporato: «Sì, mi aspettavo di avere più margine, ma non è stato così – ammette il tre volte iridato – Le nostre due macchine sono equilibrate ed è impossibile ogni volta dire se staremo davanti o dietro. Sarà interessante capire cosa accadrà qui con un carico aerodinamico più basso». L'arma in più che resta in mano al pilota anglo-caraibico potrebbe essere quella del giro secco: «In Belgio la differenza l'hanno fatta le qualifiche. Se fossi partito dietro a Vettel sarei riuscito magari a restargli attaccato sui rettilinei, ma non nel misto. Dove superare è quasi impossibile, specialmente con queste nuove macchine, ci giochiamo tutto negli ultimi giri che valgono la pole position: quello è il mio momento preferito del weekend. Ma questo circuito ha un carattere molto diverso e non so ancora come mi difenderò: anzi, non ho proprio pensato a questa gara, almeno fino a stamattina. So soltanto che, visto quanto è lungo il rettilineo che porta alla prima curva, la partenza sarà ancora una volta fondamentale. Il mio obiettivo è vincere, ridurre quei punti di vantaggio di cui Sebastian gode dall'inizio dell'anno: è troppo tempo che lo vedo sorridere, voglio ribaltare la situazione».

Nessun cambio
Inutile dire che, poi, prendersi la vittoria proprio sul circuito di casa della Ferrari varrebbe doppio, almeno dal punto di vista del morale: «Molti anni fa qui mi sentivo nella tana del lupo – scherza Hamilton – Ma nelle ultime quattro o cinque edizioni ho avuto un grande sostegno da parte dei tifosi, e alla fine qui mi sento a casa. Amo questa pista, che è unica, l'ottimo cibo italiano e il meteo spesso ideale con cui corriamo qui, anche se forse non questo weekend. E sulla spinta dei fan ce la giochiamo: molti appassionati mi chiedono di venire alla Ferrari. E io li ringrazio, per me è un complimento». Peccato che non ci siano più posti liberi a Maranello, ora che Vettel ha firmato il suo rinnovo triennale: «Per me non cambia nulla – scuote le spalle Lewis – Il mio piano è sempre stato quello di restare qui, ma non ho fretta di firmare, ho ancora un anno di contratto e posso aspettare fine stagione. Anzi, ora che Seb rimarrà in rosso, per me sarà ancora più facile decidere degli ultimi cinque o sei anni di carriera che mi rimangono...».