24 settembre 2018
Aggiornato 23:30

Bonucci: carisma, guida e quella rassegna stampa sul pullman

Il nuovo capitano del Milan ha preso in mano le redini dello spogliatoio, diventando in pochissimo tempo l’autentico leader del gruppo di Montella
Leonardo Bonucci, difensore e capitano del Milan
Leonardo Bonucci, difensore e capitano del Milan (ANSA)

MILANO - L’arrivo di Leonardo Bonucci al Milan è stato senza dubbio il colpo dell’estate, almeno in Italia. Il passaggio dalla Juventus ai rossoneri ha scosso l’ambiente bianconero e ringalluzzito quello milanista, depresso ed immalinconito da troppi anni di buio tecnico, ma anche dalla mancanza di un vero leader, di un trascinatore che riconquistasse il popolo rossonero a prescindere dai risultati. Ebbene, Bonucci in un colpo solo ha incarnato tutto ciò che il tifoso del Milan chiedeva e bramava: qualità tecnico tattiche, carisma e perfetta guida dello spogliatoio, tanto che dirigenza ed allenatore hanno immediatamente scelto di consegnarli la fascia di capitano, la stessa che fu di Rivera, di Baresi, di Maldini e di Ambrosini, tutta gente che ha scritto pagine indelebili della storia rossonera.

Codice

A Milanello lo hanno definito già il Codice Bonucci, perché il neo capitano milanista pare aver preso per mano l’intero gruppo, dando addirittura delle regole interne nello spogliatoio, come quella di essere sempre uniti, amici in campo e fuori, ambiziosi per raggiungere sempre il massimo obiettivo. Frasi, parole ed atteggiamenti da capitano, da leader, a cui Bonucci ha aggiunto anche altro: l’ex juventino, infatti, si fa consegnare nei giorni precedenti alla gara un riassunto degli articoli di giornale sul Milan, soprattutto quelli in cui si evidenziano i lati negativi e i dubbi sui rossoneri. Il difensore, durante il viaggio in pullman verso lo stadio, si isola leggendo tutti gli articoli ritagliati e selezionati, dai quali si ispira per l’ormai famoso discorso pre partita quando in campo la squadra si riunisce in cerchio per trovare carica e concentrazione in vista della gara. Nessuno sa ancora come andrà questa stagione, se il Milan sarà in grado di raggiungere una delle prime quattro posizioni in campionato o fin dove arriverà in Coppa Uefa, ma un dato certo c’è: a 5 anni dall’addio (forzato) di Zlatan Ibrahimovic, i rossoneri hanno ritrovato un autentico leader, un trascinatore in grado di assumersi responsabilità ed oneri, un calciatore che ha vinto 6 scudetti negli ultimi 6 anni ma che non ha ancora perso la fame e la voglia di vincere. Mentalità. Il Milan ne aveva tremendamente bisogno.