19 novembre 2018
Aggiornato 20:30

Milan: chi sale e chi scende

La sofferta vittoria contro il Cagliari ha messo in evidenza pregi e difetti di un gruppo ancora in costruzione. La sosta, forse, arriva per Montella nel momento più adatto
Il Milan 2017-2018 è partito con 6 vittorie in altrettante partite fra campionato e Coppa Uefa
Il Milan 2017-2018 è partito con 6 vittorie in altrettante partite fra campionato e Coppa Uefa (ANSA)

MILANO - Nel Milan che ha conquistato 6 successi in altrettante gare fra campionato e coppa c’è entusiasmo e diverse note positive, ma al contempo esiste anche qualche intoppo che deve suonare come piccolo campanello d’allarme per Vincenzo Montella che probabilmente vede la sosta per le nazionali come ottima pausa dopo un mese in cui la sua squadra ha lavorato (e giocato) senza sosta, più di ogni altra compagine di serie A.

Up….

Per quanto riguarda i singoli, poi, il tecnico campano può sorridere, soprattutto perché la squadra sembra amalgamarsi con velocità sorprendente, tenendo conto dei 9/11 cambiati da giugno ad oggi. I due nuovi terzini, Conti e Rodriguez, sono apparsi già in palla, dirompenti in fase offensiva, attenti in difesa, tutt’altra musica rispetto alle ultime deprimenti stagioni. L’ivoriano Kessie, poi, nonostante un pizzico di appannamento palesato contro il Cagliari, si è impossessato del centrocampo, dimostrandosi allo stesso tempo un trattore ruba palloni ma anche uomo d’ordine e di personalità, nonché un rigorista impeccabile che a Milanello non si vedeva dai tempi di Pirlo prima e Ibrahimovic poi. Infine Cutrone: il giovanissimo bomber milanista ha sorpreso tutti, anzi, ha strabiliato con gol a ripetizione e la certezza infusa nei dirigenti e nell’allenatore che non sia davvero il caso di mandarlo in prestito a farsi le ossa, tutt’altro, le ossa le ha belle sviluppate, così come pure il senso del gol e il carattere giusto per giocarsi il posto con Silva e Kalinic. Non è un caso, del resto, che anche Montella abbia smesso di chiedere il centravanti top da quando Cutrone è definitivamente esploso, segno che il Milan il centravanti top ce l’ha già in casa.

…down

Fra tante note positive, però, Montella deve fare i conti anche con qualche elemento apparso più indietro degli altri nelle prime uscite stagionali. Primo fra tutti Hakan Calhanoglu, talentuoso fantasista turco, sembrato ancora fuori dagli schemi rossoneri ed in palese ritardo di condizione; molte le attenuanti del calciatore ottomano, fermo da gennaio a causa di una squalifica rimediata per la doppia firma apposta in Germania quando non aveva ancora 18 anni, logico che la brillantezza atletica sia ancora lontana. Difficile anche adattarsi subito ad un nuovo calcio con ritmi diversi, ad una nuova lingua e ad una squadra che ha rivoluzionato completamente l’organico. Calhanoglu va fatto giocare ed ha bisogno di tempo, per lui più di altri, poi, la sosta può risultare determinante. Indietro è anche Andrè Silva, nonostante la doppietta in Europa contro lo Shkendija e i bei movimenti mostrati finora; al portoghese, che ha movenze e colpi da gran giocatore, manca ancora un pizzico di coraggio e di sfrontatezza, oltre ad un maggior dialogo coi compagni; anche per lui occorre pazienza, anche per lui c’è talento e considerazione, ma serve un po’ di tempo. A tirar le somme, però, Montella può certamente trarre un bilancio positivo dal primo scorcio di stagione: il suo Milan sa soltanto vincere e diventa squadra con apprezzabile velocità, nonostante qualche naturale sbandata, ma la sensazione è che con queste premesse non si possa che migliorare.