Calciomercato

Silenzio, parla Diego Costa: «Se l’Atletico non mi vuole…»

Il centravanti brasiliano-spagnolo in rottura prolungata con il Chelsea di Antonio Conte lancia l’allarme: «Se per avermi sarà necessario pagare quello che chiede il Chelsea allora non sarà possibile arrivare a un accordo».

L'attaccante del Chelsea Diego Costa
L'attaccante del Chelsea Diego Costa (ANSA)

MILANO - Ha rappresentato a lungo una stuzzicante suggestione per i tifosi rossoneri: Diego Costa, in rotta definitiva con Antonio Conte e il Chelsea, sembrava rappresentare il profilo perfetto a cui affidare il ruolo di centravanti del nuovo Milan. Almeno fino a quando non sono arrivate quelle parole di chiusura nei confronti di tutti gli altri club e di apertura totale solo ed esclusivamente all’Atletico Madrid.

Il grande sforzo
Ora però gli scenari potrebbero cambiare, almeno questo è quanto è lecito interpretare dalle dichiarazioni inequivocabili rilasciate dal centravanti brasiliano-spagnolo a Espn Brasil: «Il Chelsea mi ha offerto a diversi club, ma sono stato chiaro con loro. Ho detto che se non faccio parte dei progetti dell'allenatore, desidero scegliere la mia destinazione. Non lascerò decidere al Chelsea in base a chi gli offre di più.  Ho dimostrato di tenere all'Atletico e di voler giocare per loro. Ma se Atletico e Chelsea non arrivano a un accordo e l'Atletico non fa un grande sforzo, non posso continuare a volere un club che non intende fare un grande sacrificio per provare a prendermi».

Cifra esagerata
In realtà più che un’apertura ad eventuali altri club, l’esternazione odierna di Diego Costa è un grido d’allarme contro il suo ormai ex squadra: «Se per avermi sarà necessario pagare quello che chiede il Chelsea allora non sarà possibile arrivare a un accordo. Cifra richiesta? Non so, ma il mio agente ha detto che il Chelsea desidera una cifra a cui l'Atletico non può avvicinarsi. Quello che so è che l'offerta che arriverà al Chelsea sarà superiore a quanto mi pagarono, quindi ho dato loro qualcosa in cambio in tutti i sensi sia a livello sportivo che finanziario. Tornare al Chelsea? Dovessi farlo non credo ci sarebbe una situazione giusta. Non sarebbe una lotta onesta per conquistarsi un posto nel club».