14 ottobre 2019
Aggiornato 07:30

Ricciardo resta primo, Hamilton non tiene il ritmo di Vettel

L'australiano della Red Bull al comando anche nella seconda sessione di prove libere all'Hungaroring. Secondo a meno di due decimi c'è Sebastian, mentre Kimi Raikkonen è quarto con il nuovo fondo vettura. Lewis non riesce a migliorare il suo tempo con le più veloci gomme supersoft

BUDAPEST – Anche nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio d'Ungheria il miglior tempo va a Daniel Ricciardo, che con la sua Red Bull giunge nuovamente a sfiorare quel record del circuito datato 2004: 1:18.455 il suo tempo. Ma se ci concentriamo sui duellanti per il Mondiale, a contare è soprattutto il secondo posto di Sebastian Vettel, piazzatosi a 183 millesimi dal suo ex compagno di squadra, e soprattutto davanti alla Mercedes di Valtteri Bottas, terzo a due decimi dalla vetta.

Sbavature e guai tecnici
L'altro ferrarista Kimi Raikkonen è invece quarto, staccato di tre decimi, essendosi incaricato dell'incombenza di provare la nuova aerodinamica e il nuovo fondo vettura spedito nottetempo da Maranello, che in mattinata era toccata al suo vicino di box. Un problema ad un sensore gli ha anche fatto perdere completamente l'accelerazione dopo mezz'ora dall'inizio del turno, e Iceman è stato costretto a parcheggiare a bordo pista e a resettare i sistemi elettronici prima di poter ripartire. Ancora peggio è andata però a Lewis Hamilton, che dopo aver smontato le gomme soft e montato le più performanti supersoft non è riuscito a migliorare il suo crono. Alcuni errori di guida e l'incapacità di trovare il giusto ritmo lo hanno dunque confinato in quinta posizione finale, a tre decimi abbondanti dal primo posto di Ricciardo. La sessione è stata interrotta per ben due volte con bandiera rossa, colpa di altrettanti impatti contro le barriere occorsi a Pascal Wehrlein e a Jolyon Palmer, che hanno compromesso le simulazioni di gara finali di tutte le squadre.