25 novembre 2020
Aggiornato 02:30
Calciomercato

Vincitori e vinti del caso Donnarumma: il Milan non ne esce bene

È arrivata alla fine la questione-rinnovo tra Donnarumma e il Milan. Gigio ha detto si a fronte di un mega contratto da 6 milioni di euro, più l’ingaggio del fratello Antonio che percepirà un altro milione netto a stagione. Ma a vincere è anche Raiola che ha strappato una doppia clausola di rescissione, non vantaggiose per il Milan.

MILANO - La premessa è che la vicenda più intricata dell’estate calcistica 2017 è arrivata finalmente ai titoli di coda. E già questa per l’intero mondo pedatorio del bel paese è una grande notizia. Che poi la soluzione trovata sia la migliore per tutti è discutibile. Ed è esattamente quello che adesso proveremo a fare. 
Partiamo dalla notizia: Gianluigi Donnarumma sta per apporre il suo prezioso autografo - mai prezioso come in questo momento - in calce al contratto che lo legherà al Milan per il prossimo quinquennio (?!?). Al baby fenomeno cresciuto al Vismara uno stipendio netto da 6 milioni a stagione, che già di per sè è un’enormità.

Un altro Donnarumma
Ma non è finita qui perchè l’Ac Milan ha concesso un altro costoso benefit: l’ingaggio del fratello Antonio (che arriverà a Milanello a fare il secondo di Gigio, ma soprattutto la sua personale guardia del corpo) alla considerevole cifra di un altro milioncino netto di stipendio all’anno. 
E per non farci mancare nulla, ecco le dolenti note della clausola rescissoria: 100 milioni in caso di accesso alla Champions League, 50 in caso contrario. 

Qualcosa non torna
E qui sorgono i primi intoppi, le prime contraddizioni concettuali, i primi garbugli economici che proprio non quadrano. Intanto pare totalmente illegittimo condizionare il valore di un calciatore al rendimento di tutta la squadra, come se la conquista di un pass alla più prestigiosa continentale non dipendesse dall’intera rosa a disposizione di Vincenzo Montella - e dalle scelte dello stesso tecnico rossonero - ma solo dalle eventuali parate del giovane Gigio.

Rischio condizionamenti
Per non parlare dei possibili condizionamenti ambientali e psicologici a cui verrebbe sottoposto Donnarumma in caso di arrivo in volata per uno dei primi quattro posti in classifica. Provate ad immaginare un testa a testa tra Milan e un’altra squadra (magari un club potenzialmente interessato a mettere le mani sul portierino rossonero) per l’ultimo posto utile in chiave Champions: non è complicato ipotizzare il festival della dietrologia dietro ogni minimo respiro di Gigione, ogni suo intervento, ogni rilancio, ogni uscita. Tutto sarebbe messo sotto la lente d’ingrandimento di quei 50 milioni che ballano, costringendo il numero 99 di Castellammare di Stabia ad un altro tour de force emotivo simile a quello dei recenti Europei Under 21. Con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.

Cifre che stonano
Ma a stonare maggiormente sono proprio le cifre delle due clausole. Vada per quella da 100 milioni, ma se Donnarumma è uno dei primi 3 portieri al mondo, secondo per ingaggio solo a Neuer e De Gea e addirittura superiore a Courtois e Buffon, non può poi rischiare di andar via per 50 milioni, alla stregua di un Ederson qualsiasi (con tutto il rispetto per l’ex portiere del Benfica). 

Vincitori e vinti
Ecco perchè questa vicenda ha davvero tanti vincitori: soprattutto la famiglia Donnarumma, in primis Gigio, ma anche il fratello Antonio; ma paradossalmente anche Mino Raiola l’ha avuta vinta strappando una libera uscita dal Milan tra 12 mesi a cifre più che abbordabili. Chi non ne esce benissimo è proprio il club di via Aldo Rossi. Va bene che il rinnovo del fenomenale portiere rossonero era ormai diventata una priorità assoluta per l’immagine della società, ma una vittoria parziale di oggi rischia di trasformarsi in una clamorosa sconfitta domani: perchè veder andar via l’anno prossimo uno dei più forti portieri del mondo ad appena 50 milioni di euro è un’opzione che non doveva proprio essere contemplata.