30 ottobre 2020
Aggiornato 17:00
Calcio

Milan, Borini: pedina utile o acquisto da evitare?

L’arrivo in rossonero dell’attaccante emiliano divide il popolo milanista fra chi lo ritiene un’aggiunta alla causa di Montella e chi ne avrebbe fatto volentieri a meno

MILANO - Fabio Borini al Milan: l’affare è ufficiale e i rossoneri hanno un nuovo attaccante in rosa, in attesa di veder partire Bacca e Lapadula, piazzare Niang e dopo aver visto tornare Deulofeu al Barcellona ed Ocampos all’Olympique Marsiglia. Un acquisto arrivato a sorpresa, quando tutti erano concentrati sul rinnovo di Donnarumma e sulle operazioni legate a Conti, Biglia, Kalinic e Keita; Borini arriva dall’Inghilterra, dal retrocesso Sunderland, e viene da una stagione in chiaroscuro con appena 2 reti all’attivo in una squadra giunta ultima in Premier League, ovvero non il biglietto da visita più brillante per presentarsi a Milanello. Tastando l’umore dei tifosi milanisti sui social network, in effetti, l’acquisto di Borini non riscontra particolare successo ed entusiasmo nel popolo rossonero, piuttosto diviso fra chi lo considera comunque utile alla causa in una stagione con tre competizioni e chi avrebbe invece virato su altri nomi per rinforzare la rosa di Montella.

Pregi e difetti

Effettivamente andando a considerare l’ultima annata dell’ormai neomilanista c’è poco da stare allegri per i tifosi del Milan: pochi gol, qualche guaio fisico e prestazioni quasi sempre sotto la media. Borini è inoltre un attaccante che storicamente segna pochino: il suo bottino massimo è di 9 reti, record stabilito con la maglia della Roma nella stagione 2011-2012, seguito dai 7 messi a segno con il Sunderland nel 2013-2014, mentre per il resto non è mai andato oltre le 5 realizzazioni stagionali. Difficile anche collocarlo tatticamente: non è un esterno d’attacco vero e proprio, non è una prima punta pura, anche se si adatta a ricoprire ogni ruolo con dedizione, finendo però spesso e volentieri col diventare frenetico perdendo in area di rigore la giusta lucidità. Molto apprezzate, viceversa, sono le sue doti di combattente: grande corsa e resistenza (come dimostrato anche nei test sotto sforzo effettuati a Milanello e che hanno ben impressionato lo staff milanista), spirito di sacrificio e capacità di adattarsi bene a tutti i momenti della partita, sia che parta dall’inizio e sia che entri a gara in corso.

Speranze

Ciò che più preoccupa, però, è che Borini non sia mai stato realmente apprezzato e mantenuto dalle squadre in cui ha militato, specie quelle di un certo spessore: la Roma non lo riscattò, il Liverpool gli diede poche possibilità e alla fine se ne liberò, mentre il solo Sunderland lo ha valorizzato, anche se il club britannico non può certo vantare il blasone di Roma, Liverpool e tantomeno del Milan. I dubbi riguardano carattere e mentalità: riuscirà l’attaccante cresciuto nel Bologna a reggere la tensione e la pressione di una società che vuole tornare a primeggiare in Italia e possibilmente anche in Europa in tempi relativamente brevi? Montella ha già rigenerato Suso in questo senso, l’augurio dei tifosi milanisti è che lo stesso possa avvenire anche per Borini.