19 novembre 2019
Aggiornato 19:00

Disfatta europea: ora salvate il soldato Donnarumma

Un campionato europeo fallimentare per il baby portiere del Milan ha rimesso in discussione l’operato sconsiderato del suo procuratore Mino Raiola. La gestione della domenica social è paradigmatica di tutto quello che non si dovrebbe fare con un ragazzino così giovane e vulnerabile. E a pagare è stato tutto il calcio italiano.

Il portiere del Milan Donnarumma
Il portiere del Milan Donnarumma ANSA

MILANO - Una cosa deve essere chiara prima di ogni altro discorso. Se dopo la disfatta europea degli azzurrini contro la Rojita qualcuno va messo sul banco degli imputati, magari addirittura crocifisso - metaforicamente, per carità - con il parere favorevole del popolo italiano, quello deve essere Mino Raiola, non certo Donnarumma. Se l’Italia Under 21 di mister Di Biagio ieri si è fermata alle semifinali, oltre che per merito di un gruppo di campioni già fatti e finiti che probabilmente viaggia ad un’altra velocità di crociera, la colpa è in gran parte del procuratore di Nocera Inferiore che ha tenuto compresso in un insopportabile frullatore mediatico il portierone del Milan per tutto questo tempo. 

Tutti contro Raiola
La folle giornata social di domenica resterà probabilmente impressa per sempre nella mente dei tifosi, dei giornalisti, dei colleghi di Gigio, degli addetti ai lavori. È assolutamente intollerabile che alla vigilia di un appuntamento decisivo come la semifinale di un torneo che che ha rappresentato per un intero gruppo due anni di lavoro intenso, si possa permettere ad un personaggio come Raiola di fare irruzione (non fisica, per quello ci ha pensato il cugino Enzo) nel ritiro dell’Italia Under 21 e prendere a picconate a colpi di Twitter e Instagram gli equilibri già precari della colonna principale della squadra, appunto il portiere Donnarumma.

Strategia insensata
Intollerabile ma evidentemente consentito, perchè all’indomani della sconfitta azzurra che inevitabilmente porta inciso il marchio della colpa del gigante Gigio, nessuno ha alzato la voce per incriminare l’unico vero responsabile del tracollo emotivo - e di conseguenza fisico - del baby fenomeno azzurro. 
Finalmente però iniziano a levarsi cori di dissenso nei confronti dell’operato incomprensibile di Raiola. Da più parti si sente parlare di «trattativa gestita nel peggiore modo possibile della storia del calcio» e la cosa evidentemente fa a pugni con l'immagine di procuratore esperto che l'ex pizzaiolo si è guadagnato negli anni, dimostrandosi sempre particolarmente oculato nella salvaguardia dei suoi assistiti.

La guerra personale di Mino
Nella gestione della pratica Donnarumma invece il potentissimo agente italo-olandese ha sbagliato praticamente tutto. Ha usato Gigione come maglio per colpire indistintamente la nuova proprietà del Milan e soprattutto quel Massimiliano Mirabelli che ha avuto l’ardire di mettersi contro il suo volere. E ora i risultati sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto nello sguardo smarrito del ragazzino di Castellammare di Stabia, apparso quanto mai disorientato ieri sera sul terreno di gioco del Cracovia Stadion. 
L’augurio che oggi si fanno tutti gli amanti del calcio - non solo all’interno dei confini nazionali - è che una rapida conclusione della trattativa rinnovo con il Milan possa consentire all’estremo difensore rossonero di ritrovare la serenità perduta per colpa del suo procuratore. Altrimenti tutto il calcio mondiale dovrebbe riunirsi e dare vita ad una class action contro Mino Raiola per aver massacrato uno dei talenti più puri sfornati dal nostro football negli ultimi 20 anni.