21 maggio 2024
Aggiornato 06:30
La rivalità si riproporrà anche nel Mondiale 2017 di MotoGP

Tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo il confronto continua a distanza

Non sono più compagni di squadra, ma Por Fuera e il Dottore restano comunque fieri avversari. «Non voglio fare confronti con lui», si schernisce lo spagnolo. «Vedremo se potrà lottare per il campionato», ribatte l'italiano

Jorge Lorenzo e Valentino Rossi
Jorge Lorenzo e Valentino Rossi Foto: Ducati/Yamaha

ROMA – Non sono più compagni di squadra, ma rivali sì, e lo rimarranno per sempre. Se Jorge Lorenzo, con il suo passaggio dalla Yamaha alla Ducati, pensava di sfuggire ai confronti con Valentino Rossi, gli è bastato il giorno della presentazione per capire di essersi illuso. «La relazione con lui cambierà, sarà meno tesa – ha risposto alla precisa domanda di Sky Sport nella sua prima lunga intervista da ducatista – perché il tuo primo nemico è il compagno di squadra, che porta la tua stessa moto. E se ti batte non ci sono scuse, vuol dire che ha dimostrato di essere stato più bravo». Anche se Por Fuera li rifugge, insomma, i confronti con il Dottore rimangono inevitabili. E non solo per il loro lungo e burrascoso trascorso da vicini di box, ma anche e soprattutto perché la sfida della Ducati che oggi il campione maiorchino ha deciso di abbracciare la tentò prima di lui, senza troppo successo, proprio il suo avversario tavulliese. «Il mio obiettivo qui in Ducati non è fare risultati migliori di quelli di Valentino – chiarisce comunque al sito specializzato internazionale Motorsport – perché lui è stato qui in un altro momento, con un’altra squadra, nella quale c’erano molte persone diverse rispetto ad oggi. Le moto erano diverse, le gomme erano diverse. Per questo non voglio fare comparazioni o fissare la mia attenzione a quello che è successo nel passato». Concetto che continua a ribadire a oltranza: «In questo momento non è la stessa Ducati che ha guidato Valentino, non ci sono le stesse persone e gli stessi ingegneri – aggiunge ancora a Sky Sport – Non c’era Gigi Dall'Igna, sono cambiate le gomme e l’elettronica. Schumacher quando è passato dalla Benetton alla Ferrari ha vinto il Mondiale dopo cinque anni e ha vinto per cinque stagioni di seguito. Oppure Hamilton quando è passato dalla McLaren alla Mercedes: all’inizio nessuno pensava che avesse fatto bene, ma alla fine ha preso la macchina più competitiva».

Scontro (in)diretto
Comunque andrà a finire, in ogni caso, Lorenzo sa bene di aver imboccato una strada in salita, nella quale per giunta si ritroverà a partire ad handicap rispetto alla moto che ha appena lasciato: «Per la Yamaha posso avere solo dei messaggi positivi, perché sono qui è anche grazie alla fiducia che ha sempre riposto nei miei confronti – conclude – Adesso siamo rivali, quindi gli auguro meno fortuna che a noi, però sono sicuro che saranno tra i candidati al titolo sia Valentino che Vinales, che sembra poter essere molto forte da subito». Timore reverenziale? Forse solo il giusto rispetto tra campioni che oggi si scrutano da lontano, ma che si sono conosciuti da vicino, e proprio per questo sono ben consapevoli delle rispettive doti. Lo stesso rispetto che un giorno prima, alla presentazione della sua M1 a Madrid, ha infatti manifestato Valentino Rossi: «Il risultato che otterrà Lorenzo con Ducati è uno dei temi più interessanti di quest’anno – ha ammesso – La moto sta andando bene e lui è un grande pilota. Può essere competitivo fin dalla prima gara in Qatar, dove la Ducati è sempre andata bene. Poi vedremo se sarà abbastanza competitivo durante la stagione per lottare per il campionato. Sarà una stagione molto interessante. Tre top driver cambiano moto. In particolare Lorenzo, il suo passaggio è storico, dopo tanti anni in Yamaha ora sta con Ducati. Sarà molto interessante vedere le sue prestazioni ora. E anche quelle di Viñales in Yamaha e di Iannone in Suzuki». Eppure, lasciando da parte le dichiarazioni di circostanza, la voglia di rivincita della Ducati nei confronti del suo ex portacolori è tale da non consentire nemmeno all'amministratore delegato Claudio Domenicali di evitare una stoccata finale: «È bello che in ogni paese ci sia il bar sport, purché gestito in maniera civile. Noi con Lorenzo stiamo tentando di fare una cosa che non ci è riuscita con il pilota più famoso del mondo, se lo faremo sarà imbarazzante». Vero, Jorge?