15 novembre 2019
Aggiornato 00:30

Niang: errori e promesse, ma il Milan di Montella convince

La sconfitta incassata all’Olimpico contro una Roma cinica e spietata non intacca il gran lavoro svolto dal tecnico rossonero, vanificato dall’ennesimo errore dal dischetto del francese. Stupisce che malgrado i numeri tutt’altro che confortanti (4 errori su 7), Niang sia stato ancora una volta preferito a Lapadula.

MILANO - «Mi dispiace tanto, ma in questi momenti, quando tutto va male, bisogna lavorare a testa bassa. Io e Lapadula non abbiamo problemi, oggi prima del rigore mi ha caricato e mi ha detto di stare tranquillo. Però il prossimo lo lascerò tirare a lui perchè lo merita e sta vivendo un momento in cui è più in fiducia di me. Se se la sente glielo farò calciare, oggi è stato molto bravo». Parole e musica di M’Baye Niang, attaccante francese del Milan classe 1994 che sembra essere entrato in un tunnel buio e lungo di cui non si vede l’uscita.

Chi decide?

Curioso che nella sua analisi e nei programmi per il futuro manchi qualsiasi riferimento a colui che invece dovrebbe decidere per tutti, Vincenzo Montella. Come se la scelta del rigorista dipendesse esclusivamente da un accordo preso sul momento dai vari protagonisti e non da una decisione presa a freddo e super partes dallo staff tecnico rossonero. A conferma che quanto accaduto già in occasione di Milan-Lazio (con la disputa tra lo stesso Niang e Carlos Bacca) e domenica scorsa contro il Crotone non siano stati casi isolati ma probabilmente la discutibile prassi in voga a Milanello.

Numeri impietosi

D’altronde se mister Montella, al termine di una gara decisiva per le sorti del campionato e persa per l’ennesimo errore dal dischetto dell’attaccante francese, si presenta davanti alle telecamere sostenendo che «Niang è il rigorista perchè li ha sempre calciati bene», comprensibile che qualcosa non fili per il verso giusto. Perchè nelle parole del tecnico di Pomigliano D’Arco c’è un dato incontrovertibile e decisamente in controtendenza con quanto affermato: nella sua recente storia, sui 7 calci di rigore tirati tra Ligue 1 e Serie A, M’Baye Niang ne ha sbagliati 4 su 7. Una percentuale di errore superiore al 50%. Qualcuno ci aiuti a capire se una squadra come il Milan può permettersi il lusso di avere come rigorista un calciatore con una media realizzativa del genere.

Equilibrio precario

A preoccupare però è soprattutto la tenuta mentale di Niang, ancor più delle sue condizioni fisiche. La sua prestazione è stata a dir poco sconfortante, al di là del rigore sbagliato. Ed ecco allora affastellarsi una serie di interrogativi ai quali qualcuno dovrebbe dare una risposta: è stato giusto farlo giocare? E ancor più grave: è stato corretto fargli tirare il rigore, togliendolo tra l'altro a Gianluca Lapadula che ancora una volta se l’era procurato. E dulcis in fundo: è stato saggio lasciarlo in campo fino alla fine del match malgrado dal momento del rigore sbagliato Niang non ne abbia azzeccata più una?

Sogno mercato

A precisa domanda rivolta al tecnico nel corso della conferenza stampa post partita («Guardando verso la sua panchina, non crede che la corsa del Milan verso un posto Champions potrebbe essere più ricca di soddisfazioni se a gennaio le arrivassero qualche regalino dal mercato?»), lo sguardo malizioso dell’allenatore rossonero è stato emblematico, molto più della risposta di circostanza regalata ai cronisti: «Preferisco concentrarmi su quelli che ci sono e che ci stanno dando grandi soddisfazioni». La realtà è ben diversa, Montella avrebbe bisogno di almeno un paio di innesti importanti sia a centrocampo che in attacco. Allora si che Niang potrebbe perfino essere sostituito e la rincorsa ad uno dei primi tre posti in classifica diventerebbe concreta e assolutamente abbordabile. Ma c’è da capire quale sia il pensiero in proposito di Silvio Berlusconi e dei misteriosi cinesi.