25 aprile 2019
Aggiornato 06:00

Berlusconi: si alla proroga per il closing, ma a tre condizioni

Si infittisce il mistero legato alla cessione dell’Ac Milan al consorzio cinese Sino-Europe Sports. L’ipotesi che tutto possa concludersi il giorno prefissato, il 13 dicembre, si allontana e Silvio Berlusconi diventa sempre più protagonista.

MILANO - Dopo 8 mesi di silenzio, Silvio Berlusconi è un fiume in piena. Complice la tornata elettorale sul referendum costituzionale del 4 dicembre, non passa giorno senza che l’ex premier offra il suo bel colorito rosso pompeiano alle telecamere. Ed ogni volta sono fuochi d’artificio. Non perchè i contenuti siano chissà quanto pirotecnici, anzi, le chiacchiere ripetute da Silvio Berlusconi hanno ormai il sapore stucchevole e stantio dei cibi conservati per settimane in frigo e riproposti a tavola ogni giorno. La particolarità delle uscite presidenziali è data dal sorriso sempre crescente del numero uno rossonero ogni qual volta si inizi a parlare di Milan e della possibile cessione ai cinesi.

Il sorriso di Silvio e Adriano
La sensazione degli osservatori è che qualcosa di grosso stia covando sotto la cenere, qualcosa che non può essere il closing fissato il 13 dicembre - e molto probabilmente rimandato a data da destinarsi - ma un’ipotesi nuova e suggestiva che ha avuto il potere di restituire vitalità, energia ed entusiasmo alla vecchia coppia formata da Berlusconi e Galliani. Parliamo naturalmente dell’opzione che sta prendendo sempre maggiore consistenza riguardo la complicata trattativa che dovrebbe portare alla cessione del Milan: una proroga concessa ai nuovi acquirenti cinesi, a patto di una nuova sostanziosa caparra e soprattutto una ridefinizione degli accordi.

Niente closing il 13
Proviamo a fare chiarezza. Arrivati a questo punto sembra sempre più difficile che Sino-Europe Sports, il consorzio cinese che ha già versato a Fininvest una caparra di 100 milioni all’inizio di settembre, riesca a trovare risorse (gli altri 420 milioni) e autorizzazioni governative per arrivare al closing il giorno fissato tra le parti, il 13 dicembre.
Ed ecco l’ideona di Berlusconi: concessione di una proroga di 45-60 giorni ad almeno 3 condizioni.

Si alla proroga
La prima. Che Sino-Europe Sports versi sui conti della Fininvest un’ulteriore caparra di almeno 50-100 milioni, questi però a fondo perduto, che potrebbero essere utilizzati dall’attuale proprietà per gestire la sessione invernale del mercato, magari in condivisione con Fassone e Mirabelli.
La seconda. Che il fondo cinese offra le adeguate garanzie che i restanti milioni da versare all’azienda della famiglia Berlusconi esistano e siano tracciabili in un conto a nome Sino-Europe Sports.

Potere decisionale
La terza e più importante. Ridefinizione pressochè totale degli accordi tra le parti. Sul tavolo delle trattative in primo luogo il potere di Silvio Berlusconi nel nuovo Milan cinese («Non ho alcuna intenzione di fare il frontman, il presidente di facciata; voglio poter dire la mia sul mercato, sulla scelta dei giocatori e anche sull’assetto tattico della squadra») e poi la posizione del fido braccio destro del numero uno rossonero, Adriano Galliani, estromesso - come logico che sia - dalla nuova proprietà e fermamente voluto di nuovo dentro dall’attuale presidente rossonero.

Il dubbio sui fondi
Una situazione talmente tanto ingarbugliata che al momento è difficile immaginare cosa potrebbe succedere. Eppure basterebbe poco per risolvere tutto: se Sino-Europe Sports riuscisse ad avere entro il 6 dicembre tutte le autorizzazioni governative per trasferire i restanti 420 milioni dovuti alla Fininvest in Italia, Berlusconi sarebbe irrimediabilmente tagliato fuori: dovrebbe solo accettarli, mettere la propria firma sul closing il 13 dicembre - come da accordi già siglati - e farsi da parte senza alcun margine nella trattativa.
Invece ad oggi pare piuttosto complicato che tutto ciò possa accadere, tanto che un nuovo concreto dubbio prende forma: ma è davvero solo un problema di autorizzazione oppure Sino-Europe Sports non ha ancora trovato i soldi necessari alla chiusura dell’operazione? Uno scenario che renderebbe tutto ancora più confuso e inquietante per i tifosi rossoneri.