20 marzo 2019
Aggiornato 18:30

Montella trema: è tornato l’allenatore Berlusconi

Dopo mesi di prezioso silenzio, grazie al quale il Milan di Montella ha avuto modo di crescere libero da opprimenti diktat presidenziali, Silvio Berlusconi è tornato a far sentire la sua voce. E l’equilibrio tattico rossonero è nuovamente in pericolo.

MILANO - La più grossa sorpresa di questo inizio stagione in serie A è indubbiamente il Milan. È questo il dato di fatto inoppugnabile offerto dalle prime 13 giornate di campionato. Ma su un altro aspetto tutti gli addetti ai lavori concordano: Vincenzo Montella, vero deus ex machina della rinascita rossonera, finora ha potuto contare oltre che sulla dedizione incondizionata dei suoi ragazzi ed anche una buona dose di fortuna - che non guasta mai -, anche sui benefici del silenzio forzato a cui è stato costretto quel vulcano di Silvio Berlusconi. 

Lo scontro con Sinisa

Sono di appena una settimana fa le dichiarazioni forti dell’ex allenatore del Milan Sinisa Mihajlovic a proposito del suo burrascoso rapporto con l’imperatore di Arcore: «Prima di dare un giudizio definitivo sul mio operato in rossonero penso si debba considerare tutto quello che è successo. Innanzitutto il tempo sprecato all’inizio: abbiamo perso tempo le prime 7-8 partite perché abbiamo giocato con il 4-3-1-2, come voleva il presidente Berlusconi, anche se era chiaro che non era il modulo adatto. Dopo la partita con il Napoli ho detto basta e i risultati si sono visti».

Idee tattiche diverse

Con queste premesse, le parole pronunciate da Silvio Berlusconi nella notte post derby che ancora riecheggiano nella testa di Vincenzo Montella non possono essere lette che con una buona dose di ansia dall’aeroplanino: «A Montella ho fatto i complimenti per il secondo posto, ma abbiamo alcune differenze di vedute sullo schema tattico. Io ho il convincimento che lo schema del Milan che ci ha portato per 30 anni ad essere stati la squadra più titolata del mondo, sia quello con un trequartista e due punte. Io insisto con Montella che lo schema sia questo, ovvero non con due ali di ruolo»

Montella inattaccabile

Siamo tutti assolutamente certi che il tecnico di Pomigliano d’Arco si guarderà bene dal prendere per buoni certi suggerimenti. Ancorato com’è alle proprie convinzioni tattiche che, più che dogmi inattaccabili, sono analisi lucide ed inattaccabili volte ad ottenere il massimo dagli uomini a disposizione, Montella andrà avanti per la sua strada. Malgrado quello che Silvio Berlusconi professa con malcelata arroganza da anni. La verità è che i moduli di gioco vanno scelti in base ai calciatori in rosa oppure, partendo dalla convinzione di giocare con un determinato schema di gioco e con il necessario tempo a disposizione, lavorando sul mercato per avere tutti gli uomini giusti al posto giusto. Considerato che al Milan un trequartista vero manca dai tempi dell’addio di Manuel Rui Costa, pretendere di vedere giocare i rossoneri con il 4-3-1-2 è un suicidio tattico chiaro a tutti, tranne che al presidente Berlusconi.

Regalo d’addio

Ora che il Milan, tranne Juve e Roma, può permettersi di guardare tutti dall’alto in basso, diventa fondamentale non sperperare quanto di buono fatto finora con la minaccia destabilizzante di un improvvido e autolesionistico cambio in corsa. La speranza è che i nuovi proprietari cinesi abbiano il potere e la forza d’animo di farlo capire ad un fin troppo ringalluzzito Berlusconi. L’omaggio da parte della curva sud a 30 anni di meravigliosa carriera è stato un atto dovuto, ma ha portato la deprecabile conseguenza di dire ridare fiato alle trombe. L’epopea berlusconiana è finita, era questo il senso di quel meraviglioso striscione.